Scomparsa Saman Abbas, ultime notizie sul processo
8 Marzo 2022
13:34

Permesso di soggiorno per donne straniere vittime di matrimoni forzati: la legge Saman del M5s

In occasione della Giornata internazionale della donna la commissione Affari costituzionale della Camera sta per approvare la proposta di legge del M5s, presentata da Stefania Ascari, per concedere il permesso di soggiorno alle donne straniere che subiscono violenza in famiglia e sono vittime di matrimoni forzati.
A cura di Annalisa Cangemi

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Scomparsa Saman Abbas, ultime notizie sul processo

La proposta di legge per le donne straniere che vivono nel nostro Paese e che si trovano costrette ad accettare matrimoni combinati verrà approvata domani, in commissione Affari Costituzionali della Camera. La legge, presentata nel luglio scorso da Stefania Ascari (M5s), relatrice Elisa Tripodi (M5s), servirà a proteggere queste giovani donne spesso vittime di violenze, che vengono convinte con la forza e con le minacce ad abbandonare gli studi per assecondare le scelte della famiglia d'origine, e che non riescono a chiedere aiuto o a denunciare per paura delle ritorsioni. Lo scopo è quello di concedere immediatamente a queste ragazze un permesso di soggiorno.

La notizia dell'approvazione del testo alla Camera, proprio nella Giornata internazionale della donna, è un importante passaggio, anche se non definitivo, perché servirà poi il via libera del Senato. La proposta prende il nome di Saman, la ragazza pakistana che viveva a Novellara, scomparsa nell'aprile scorso, la cui vita probabilmente è stata cancellata proprio dai suoi parenti. Forse, con una qualche forma di tutela da parte dello Stato, Saman Abbas sarebbe ancora con noi. La diciottenne aveva tentato di ribellarsi ai suoi genitori, che volevano appunto imporle delle nozze combinate. Ma Saman aveva detto di no, perché voleva vivere all'occidentale. Per il suo caso gli inquirenti stanno ancora indagando: le ipotesi sono omicidio e occultamento di cadavere, e ad essere indagati sono il padre e la madre.

Le vittime di casi del genere sono quasi sempre donne: secondo il primo ‘Report sulla costrizione o induzione al matrimonio in Italia', predisposto dal Ministero dell’interno e pubblicato nel mese di giugno 2021, che raccoglie i dati dal 9 agosto 2019 al 31 maggio 2021, in Italia si sono registrati 24 casi di matrimoni forzati, 9 dei quali nei soli primi cinque mesi di quest’anno.

"La cultura dei matrimoni forzati fa parte di quelle tradizioni arcaiche e patriarcali che non ci appartengono e che un Paese
civile non può e non deve accettare. Spesso i ragazzi stranieri che crescono nel Paese ospitante si scontrano con la cultura d’origine, innescando uno scontro generazionale che può portare anche a epiloghi tragici come quello di Saman", si legge nel testo della proposta di legge.

"Per matrimonio precoce si intende, comunemente, un’unione formale in cui sia coinvolto un minorenne e il matrimonio è
considerato forzato se il minore non è in grado di esprimere compiutamente e consapevolmente il proprio consenso, non solo per le importanti responsabilità che si assume con tale atto, ma anche per il fatto che la sua età gli impedisce il raggiungimento della piena maturità e capacità di agire".  Con la Convenzione sui diritti del fanciullo, approvata a New York il 20 novembre 1989 (e resa esecutiva in Italia ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176) è stata fissata a diciotto anni l’età minima per il consenso al matrimonio.

In Italia con il Codice rosso (legge 69 2019) è stata introdotto il reato di costrizione o induzione al matrimonio, proprio per contrastare il fenomeno dei matrimoni forzati e delle spose bambine. La nuova fattispecie, prevista dall’articolo 558-bis del codice penale, punisce con la reclusione da uno a cinque anni chiunque, con violenza o minaccia, costringa una persona a contrarre matrimonio o unione civile. Ma nel nostro ordinamento non è stata ancora inserita tra le fattispecie che consentono il rilascio del permesso di soggiorno la condizione di vittima del reato di matrimonio forzato. Ed è qui che subentra la proposta di Ascari.

Saman Abbas era ospitata in una casa rifugio e secondo la nuova legge per i casi violenza contro le donne avrebbe dovuto ottenere rilascio del permesso di soggiorno. Il problema però è che c'è ci troviamo davanti a una lacuna normativa: manca uno specifico riferimento al reato di matrimonio forzato (previsto appunto dall'articolo 558-bis del codice penale) nel testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, in particolare all'articolo 18-bis del decreto del 25 luglio 1998. In assenza dei documenti Saman è stata costretta a tornare a casa dai suoi per recuperarli. E così ha trovato la morte.

Cosa dice la proposta di legge

Il testo si compone di un solo articolo, che modifica appunto l’articolo 18-bis del testo unico inserendo il reato di costrizione o induzione al matrimonio nell’elenco delle fattispecie di reato previste dallo stesso articolo 18-bis in materia di permesso di soggiorno per le vittime di violenza domestica. Il testo della legge:

Al comma 1 dell’articolo 18-bis del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, dopo le parole: « per taluno dei delitti previsti dagli articoli » è inserita la seguente: « 558-bis, ».

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