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Perché l’Italia non comprerà i vaccini contro la Covid da sola

“La decisione di comprare insieme i vaccini è stata giusta, l’unico modo per equilibrare la forza delle multinazionali farmaceutiche su beni pubblici fondamentali come i vaccini. Continueremo a comprare ancora assieme a livello europeo anche per il fabbisogno dei prossimi anni”: lo ha detto il ministro Roberto Speranza, rivendicando la scelta di comprare i vaccini attraverso l’Unione europea e chiarendo che anche in futuro l’Italia procederà con questa strategia.
A cura di Annalisa Girardi
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Nel secondo trimestre dell'anno, entro giugno, arriveranno altre 45 milioni di dosi di vaccini anti-Covid, che permetteranno di accelerare la campagna vaccinale nella sua fase di protezione delle categorie più a rischio. Lo ha detto oggi il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo alla Camera per un'informativa sull'andamento della campagna vaccinale. "Nel secondo trimestre i contratti europei prevedono circa 50 milioni di vaccini in arrivo nel nostro Paese: è di ieri la notizia Pfizer anticiperà per l’Unione europea 50 milioni di dosi dal 4° al 2° trimestre, che per il nostro Paese significa poco meno di 7 milioni di dosi, il 13,46%", ha annunciato il ministro, spiegando che questo permetterà di completare prima dell'estate la protezione delle fasce anagrafiche più a rischio.

Speranza rivendica la strategia europea sui vaccini

Per poi rivendicare la strategia con cui il nostro Paese e tutti gli altri Stati membri hanno deciso di acquistare i vaccini: "È innegabile che ci siano stati ritardi ed alcuni errori nella negoziazione. E certo l’Unione europea ha scontato la propria debolezza nella produzione autonoma di vaccini a cui si sta provando a porre rimedio. Ma una competizione a tutto campo, una guerra di tutti contro tutti, avrebbe prodotto uno scenario disastroso. Fare meglio non significa fare da soli", ha ribadito il ministro.

In questi primi mesi di campagna vaccinale le critiche a Bruxelles non sono mancate. Specialmente visti i ritardi nelle consegne e i tagli alle forniture da parte delle farmaceutiche, su cui l'Unione europea non è riuscita a imporsi. Ma questo non significa, afferma Speranza, che gli Stati da soli avrebbero avuto più potere contrattuale o sarebbero riusciti ad ottenere di più, il contrario: "È una pericolosa illusione immaginare che l’Italia da sola, senza l’Europa, sarebbe stata più forte nella trattativa con le multinazionali del farmaco e avrebbe avuto a disposizione in tempi più rapidi una quantità maggiore di vaccini. È vero il contrario", ha detto.

Perché la scelta di comprare insieme i vaccini è stata giusta

Il ministro quindi ha continuato ripetendo come la decisione di comprare insieme i vaccini anti-Covid sia stata giusta e definendola "l'unico modo per equilibrare la forza delle multinazionali farmaceutiche su beni pubblici fondamentali come i vaccini". Per poi chiarire che questa sarà la strategia anche per il futuro. Secondo gli scienziati e gli esperti del mondo medico, infatti, dovremo continuare a fare dei richiami del vaccino per assicurarci l'immunità, un po' come avviene per l'influenza. "Continueremo a comprare ancora assieme a livello europeo anche per il fabbisogno dei prossimi anni", ha annunciato Speranza.

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