Dopo 18 giorni in mare non è stata ancora trovata una soluzione per i 107 migranti che si trovano a bordo della nave dell'ong Open Arms. Madrid ha offerto accoglienza ai naufraghi e un porto sicuro per lo sbarco, ma il tragitto tra Lampedusa e la Spagna richiederebbe diversi giorni, e le condizioni psico-fisiche delle persone salvate nel Mediterraneo potrebbero peggiorare. In un primo momento il governo spagnolo aveva offerto Algeciras, in Andalusia, come approdo. Dopo il rifiuto della ong ha messo a disposizione il porto di Mahon, sull'isola di Minorca (Baleari). Così l'organizzazione umanitaria ha proposto una soluzione alternativa, quella di trasferire i migranti in aereo. 

"Per dare dignità ai naufraghi potrebbero trasferirli a Catania e da lì in aereo portarli a Madrid. Affittare un boeing per 200 persone viene 240 euro a passeggero. La soluzione Acquarius, lo scorso anno, per una nave della guardia costiera è costata 250 mila euro mentre la spesa per l'altra nave neanche si è saputa". A proporlo è il presidente di Open Arms, Riccardo Gatti parlando con i cronisti nel molo commerciale di Lampedusa.

"Spagna e Italia si assumano le proprie responsabilità e si accordino su come gestire l'eventuale trasferimento nel porto sicuro che per noi è Lampedusa perché siamo a 800 metri: noi certamente non possiamo navigare verso Minorca o Maiorca con la situazione che c'è a bordo", hanno aggiunto Oscar Camps e Riccardo Gatti. "Ci hanno comunicato che vorrebbero trasferire solo una parte dei 107 naufraghi nelle navi militari, il resto dei migranti dovremmo portarli noi e questo è impossibile".

Intanto dall'Unione europea arriva un nuovo appello per uno sbarco immediato dei naufraghi: "Rivolgiamo un appello agli Stati membri e alle Ong a collaborare per trovare una soluzione che funzioni e che permetta uno sbarco immediato delle persone a bordo della Open Arms". Lo ha detto la portavoce dell'Esecutivo comunitario Natasha Bertaud, ricordando tuttavia che la "Commissione europea non ha competenza sui porti di sbarco". La portavoce ha inoltre spiegato che il commissario Dimitris Avramopoulos nei suoi contatti con gli Stati membri degli ultimi giorni ha sollevato anche la questione della Ocean Viking, un'altra nave delle ong Msf e Sos Mediterranee, che naviga con circa 300 migranti, in attesa anch'essa di ricevere l'indicazione di un porto sicuro. La nave si trova da dieci giorni nelle acque internazionali tra Malta e Lampedusa.