Diciottesimo giorno a bordo della Open Arms per 107 migranti salvati al largo delle coste libiche. E diciottesimo giorno senza che la situazione accenni a sbloccarsi, con il governo italiano che, dopo aver permesso ai minori di scendere dalla nave, ancora rifiuta di completare il soccorso garantendo lo sbarco a Lampedusa dei naufraghi a bordo della nave della ONG spagnola. Uno stallo che sembrava potersi sbloccare con la proposta della Spagna di garantire lo sbarco dei migranti nel porto di Algeciras, località che dista almeno 5 giorni di viaggio in mare.

Una ipotesi che, come vi abbiamo raccontato, è stata respinta da un portavoce della Open Arms, che ha spiegato come le condizioni dei migranti non consentano di intraprendere un viaggio così lungo: “Queste persone hanno bisogno di essere sbarcate immediatamente. Stiamo vivendo una situazione di emergenza umanitaria”. Open Arms ha inviato una nuova richiesta urgente per entrare a Lampedusa, ribadendo che le condizioni psicofisiche dei naufraghi sono critiche e la loro sicurezza è a rischio. Nella giornata di ieri, alcuni migranti hanno tentato di raggiungere a nuoto la riva, venendo soccorsi e riportati a bordo dall’equipaggio:

I migranti della Open Arms potrebbero essere trasferiti in Spagna

La posizione di Open Arms circa l'orientamento del governo italiano (e in particolare del ministro dell'Interno Matteo Salvini) resta dunque durissima e i portavoce della ONG parlano apertamente di "sequestro di persona" e di "vigliaccheria" da parte di chi dovrebbe invece assicurare immediatamente un porto sicuro di sbarco. Nelle ultime ore, però, la ONG ha aperto alla possibilità di far sbarcare i migranti in Spagna, purché sia un'altra imbarcazione, più adatta e confortevole, a effettuare la lunga traversata verso Algeciras. Restano comunque molte le perplessità circa la possibile reazione dei migranti a bordo, che si vedrebbero costretti ad altri giorni di navigazione dopo essere stati per giorni a poche miglia dal porto di Lampedusa. Insomma, un nuovo trasferimento la cui motivazione sarebbe esclusivamente politica.

Dal Viminale, infatti, Matteo Salvini continua a rifiutare di autorizzare lo sbarco, dopo aver tentato in ogni modo di impedire alla Open Arms di entrare nelle acque territoriali italiane provando anche a imporre una nuova interdittiva dopo la sentenza del TAR del Lazio, ma incontrando la resistenza della ministra della Difesa Trenta e di quello dei Trasporti Toninelli. E proprio il ministro grillino ha anticipato la possibilità che la Guardia Costiera italiana accompagni ora l'ONG fino ad Algeciras: "La nostra Guardia Costiera è ora a disposizione, ed è pronta ad accompagnare l’Ong verso il porto spagnolo, con tutto il sostegno tecnico necessario, per far sbarcare lì tutti i migranti a bordo. Auspico che il comandante della nave non si opponga. Sarebbe del tutto incomprensibile".