Occupazione femminile, bonus mamme e congedi: tutte le proposte dei partiti per le lavoratrici
L'Italia lavora di più. Anche le donne. Ma non abbastanza e quasi sempre in modo precario. Il dato positivo c'è, ed è difficile da ignorare: negli ultimi anni l'occupazione femminile è cresciuta e le donne rappresentano ormai quasi il 43% degli occupati italiani. È il risultato di una tendenza di lungo periodo: dal 1977 al 2025 il tasso di occupazione femminile è aumentato complessivamente di circa venti punti. Ma raccontare soltanto questa parte della storia rischia di essere fuorviante.
Perché, poi quando si guarda all'Europa, il ritardo italiano è enorme. Nel 2025 il tasso di occupazione delle donne tra i 20 e i 64 anni nell'Unione europea era del 71,3 per cento. In Italia si fermava al 58 per cento: uno dei dati più bassi dell'Unione, davanti soltanto alla Romania e alla Grecia. Ancora più significativo è il divario con gli uomini: nell'Ue la distanza media tra occupazione maschile e femminile è di 9,6 punti percentuali; in Italia arriva a 19,1 punti.
Per milioni di donne il lavoro retribuito è soltanto una parte della giornata. L'altra è fatta di figli da accompagnare, anziani da assistere, persone non autosufficienti di cui prendersi cura, case da mandare avanti. È il cosiddetto caregiving, il lavoro di cura che raramente compare nelle statistiche economiche ma condiziona profondamente quelle occupazionali. La politica ha inserito l’occupazione femminile tra i temi centrali del dibattito, e ogni partito propone una propria ricetta.
Fratelli d'Italia: natalità, incentivi e occupazione
Per Fdi, maternità e occupazione femminile sono strettamente legate. Da quando è al governo, ha introdotto e rafforzato misure come il Bonus mamme, la decontribuzione per le lavoratrici con almeno tre figli, l’aumento all’80% della retribuzione per tre mesi complessivi di congedo parentale e il potenziamento degli asili nido. Nel 2026 il Bonus mamme è salito a 60 euro al mese, mentre il governo ha confermato la decontribuzione fino a 3.000 euro annui per le madri con almeno tre figli. In vista delle prossime elezioni, il partito di Giorgia Meloni conferma di voler portare avanti questo programma.
La Lega: la famiglia nella proposta politica
Anche la Lega continua a legare il tema della natalità al sostegno economico alle famiglie, ma per le prossime elezioni non ha ancora presentato un nuovo programma organico dedicato al tema. Le posizioni della Lega sul tema si ritrovano soprattutto nelle proposte e negli interventi dei suoi esponenti, che hanno sostenuto gli strumenti economici destinati ai nuclei con figli varati finora dal governo (dove, peraltro, il Carroccio esprime il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti).
Nel programma del 2022 il partito proponeva il quoziente familiare, definito anche “flat tax familiare”, per tenere conto del numero dei figli nel calcolo del carico fiscale, oltre alla detraibilità delle spese per i figli. In parte queste proposte sono state realizzate negli ultimi anni, in parte il Carroccio le ha lasciate cadere. Al momento, comunque, non ci sono altre proposte specifiche in vista del 2027. E, per la prossima legge di bilancio, i leghisti sembrano interessati soprattutto a portare avanti la battaglia sulle pensioni.
Forza Italia: sostegno alle caregiver e alle lavoratrici autonome
Forza Italia si muove tradizionalmente su un terreno diverso, più vicino alla cultura dell'impresa, dell'occupazione e dell'autonomia economica. Tra le proposte avanzate dai forzisti di Antonio Tajani c'è un intervento a favore delle caregiver familiari, con l'obiettivo di riconoscere anche dal punto di vista economico il tempo dedicato alla cura di un familiare malato. I dettagli, però, non sono ancora stati messi nero su bianco.
Un altro capitolo riguarda libere professioniste e partite Iva: FI vuole dare una particolare attenzione alle lavoratrici autonome, considerate più esposte perché prive di alcune delle tutele previste per le dipendenti. Il partito ha proposto inoltre, negli anni, di rendere detraibili le spese per la babysitter.
Il Partito Democratico: più servizi e congedo paritario
Per il Pd l'occupazione femminile passa soprattutto dalla possibilità di dividere meglio il lavoro di cura e rendere più accessibili i servizi per le famiglie. La proposta più concreta riguarda il congedo paritario, su cui la segretaria Elly Schlein ha insistito più volte: cinque mesi per ciascun genitore, obbligatori e pagati al 100%, senza possibilità di trasferire i mesi da un genitore all'altro.
Non è però una proposta isolata del Pd. Il congedo paritario è arrivato in Parlamento come iniziativa unitaria delle opposizioni, sostenuta da Pd, M5S, Avs, Italia Viva e Azione. La proposta è stata poi bocciata dalla maggioranza, ma è rimasta uno dei punti su cui il campo largo ha trovato una convergenza politica. Sul fronte dei servizi, il Pd continua inoltre a chiedere più asili nido e welfare pubblico, considerandoli strumenti necessari per permettere alle donne di restare nel mercato del lavoro.
Movimento 5 Stelle: dal Family Act agli asili di prossimità
Il Movimento 5 Stelle rivendica una parte delle politiche familiari realizzate quando era al governo. Durante il Conte II prese forma il Family Act, pensato come riforma organica per sostenere la genitorialità, i servizi alle famiglie e la conciliazione tra vita e lavoro. Per il futuro, invece, il M5S punta su misure più mirate.
Tra queste c'è la proposta dei Tagesmutter, gli asili domestici di prossimità, come ha detto Alessandra Maiorino alla Stampa: piccoli servizi per l'infanzia organizzati vicino alle famiglie, che possono ampliare l'offerta di posti per i bambini soprattutto nei territori dove mancano strutture tradizionali. La proposta ha anche un secondo obiettivo: creare nuove possibilità di lavoro per le donne che scelgono di occuparsi professionalmente dei bambini del quartiere. Accanto a questo, il Movimento mette sul tavolo parità salariale, rafforzamento dei servizi per l'infanzia e maggiori tutele per le donne che lavorano.
Alleanza Verdi e Sinistra: lavoro, servizi e cura
Per Alleanza Verdi e Sinistra il tema dell'occupazione femminile è legato soprattutto a salari, servizi pubblici e distribuzione del lavoro di cura. Tra le proposte c'è “Nidi x tutti”, un piano per creare 500mila nuovi posti negli asili nido entro il 2030, con particolare attenzione ai territori che oggi hanno meno servizi. AVS considera infatti la disponibilità di nidi uno degli strumenti necessari per aumentare la partecipazione femminile al lavoro.