Noleggio sociale auto 2026: come funziona la misura da 100 euro al mese e chi può richiederla

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Il noleggio sociale offre un’auto nuova e garantita a 100 euro al mese per tre anni a chi ha un ISEE sotto i 30.000 euro e rottama un mezzo inquinante. L’assegnazione avverrà in base all’ordine cronologico delle domande online, ma la rigidità delle clausole contrattuali impone la massima puntualità nei pagamenti e il rispetto costante di tutti i requisiti. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

È stato presentato ufficialmente dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy insieme allACI, il programma di noleggio sociale a lungo termine punta a stimolare il rinnovo del parco circolante italiano consentendo l'accesso a vetture a basse emissioni a canone calmierato. La misura, finanziata con 50 milioni di euro stanziati dal DPCM Automotive, promette un'auto nuova a 100 euro al mese per tre anni con formula tutto incluso. Dietro il costo accessibile si nasconde tuttavia un disciplinare rigido, caratterizzato da criteri d'accesso definiti e clausole di decadenza che prevedono la perdita immediata del mezzo in caso di inadempienza.

Che cos'è il noleggio sociale

Nato all'interno delle risorse del DPCM Automotive, il progetto consente di guidare un veicolo nuovo per una durata minima di 36 mesi a fronte di un canone fisso di 100 euro al mese (IVA inclusa) e senza dovere versare alcun anticipo iniziale. È importante chiarire che si tratta di un noleggio a lungo termine e non di un leasing: nel leasing, infatti, il riscatto del mezzo a fine contratto è prefissato, mentre qui il canone copre semplicemente l'utilizzo del veicolo e tutti i servizi accessori.

La quota mensile comprende la copertura assicurativa completa (RCA, furto, incendio e kasko), la manutenzione ordinaria e straordinaria, la sostituzione degli pneumatici, il soccorso stradale attivo 24 ore su 24 e il supporto per la gestione di sinistri e pratiche burocratiche. Restano a carico dell'automobilista soltanto le spese vive legate all'uso quotidiano, come il carburante o le ricariche elettriche, i pedaggi autostradali, i parcheggi e le eventuali sanzioni stradali. Per quanto riguarda la percorrenza, il contratto impone un limite di 12.000 chilometri all'anno (circa 1.000 chilometri al mese), una soglia pensata per gli spostamenti quotidiani e il tragitto casa-lavoro. Le auto assegnate appartengono alla categoria M1, sono tutte di nuova immatricolazione, omologate almeno Euro 6 e con emissioni non superiori a 135 grammi di CO2 per chilometro: requisiti che aprono le porte non solo alle elettriche, ma anche a vetture ibride e a benzina di ultima generazione.

A chi è rivolto il programma

Per poter accedere a questa misura occorre soddisfare due requisiti fondamentali e non derogabili. Il primo è di natura economica: il richiedente deve essere una persona fisica con un ISEE familiare non superiore a 30mila euro netti all'anno, una soglia studiata per intercettare non solo le fasce in forte difficoltà, ma anche il ceto medio con capacità di spesa ridotta.

Il secondo requisito è di natura ambientale ed è legato alla rottamazione obbligatoria: per ottenere l'auto sociale è indispensabile consegnare per la demolizione un vecchio veicolo di proprietà, omologato al massimo fino alla classe Euro 4, che risulti intestato al richiedente da almeno 12 mesi consecutivi. Questa clausola esclude automaticamente chi non possiede già un'auto da rottamare. Inoltre, l'utilizzo del veicolo assegnato è strettamente personale: oltre al titolare del contratto, l'auto potrà essere guidata esclusivamente da un solo secondo conducente, a patto che sia un familiare stabilmente convivente. È rigorosamente vietata qualsiasi forma di prestito a terzi o sublocazione.

Quali sono le regole e i rischi di decadenza

Ciò che rende la misura particolarmente delicata è la severità delle clausole di decadenza. L'accordo firmato con l'ACI stabilisce che bastano due canoni mensili non pagati, anche non consecutivi nell'arco dei tre anni, per provocare la risoluzione immediata del contratto e il ritiro forzato della vettura. La stessa sanzione scatta se l'utente non provvede a saldare tempestivamente eventuali multe stradali o le franchigie assicurative previste in caso di danni o furto.

Un altro elemento critico riguarda la continuità dei requisiti: l'ISEE e la posizione lavorativa devono essere mantenuti entro i parametri per l'intero triennio. Se durante i 36 mesi il reddito supera la soglia consentita o si verificano variazioni che fanno perdere i requisiti d'accesso, il cittadino perde automaticamente il diritto all'auto. Infine, in caso di furto o distruzione totale del veicolo dopo i primi 18 mesi di contratto, il rapporto si intende risolto e l'utente rimarrà senza auto, poiché non è prevista la fornitura di un mezzo sostitutivo.

Come presentare la domanda e come funziona il riscatto

La gestione delle richieste avverrà interamente online attraverso uno sportello telematico dedicato, sviluppato dall'ACI e di prossima apertura. La selezione dei beneficiari non si baserà su una graduatoria stilata in base all'ISEE più basso, ma seguirà rigorosamente l'ordine cronologico di invio delle domande (il cosiddetto click day). Poiché le risorse stanziate permetteranno di coprire indicativamente circa 3.000 vetture, la velocità nel presentare la richiesta al momento dell'apertura del portale sarà il fattore determinante per assicurarsi il veicolo.

Al termine dei 36 mesi di utilizzo, il cittadino potrà decidere se restituire la vettura oppure esercitare un'opzione d'acquisto. In questo secondo caso, non è previsto un prezzo bloccato fin dall'inizio, ma all'utente verrà riconosciuto uno sconto del 10% sul valore commerciale di mercato che l'auto usata avrà in quel preciso momento.

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