Pensioni, l’INPS revoca quattordicesima e bonus: a chi tocca e come funziona il recupero da agosto 2026

Amara sorpresa in arrivo sotto l'ombrellone per alcuni pensionati italiani. Con il cedolino di agosto 2026, l'INPS darà il via a un'operazione di recupero crediti che andrà ad alleggerire l'assegno mensile di chi, negli anni passati, ha percepito somme legate a requisiti di reddito mai confermati. Al centro del mirino dell'Istituto Previdenziale ci sono due prestazioni specifiche, erogate inizialmente in via del tutto provvisoria: la quattordicesima mensilità e il bonus aggiuntivo di circa 155 euro. Una macchina burocratica che si è messa in moto per sanare le pendenze relative all'anno 2021. Vediamo nel dettaglio chi rischia il taglio, con quali modalità avverrà la restituzione dei soldi e le date esatte per il ritiro della pensione di agosto.
A chi è rivolta la revoca dell'INPS
La misura non colpisce i pensionati a pioggia, ma si concentra su un bersaglio ben preciso e cioè i titolari di pensione iscritti alla Gestione privata. Nello specifico, l'INPS sta revocando i benefici a quei cittadini che hanno ignorato una scadenza cruciale, ovvero il 19 settembre 2025. Entro quella data era obbligatorio inviare all'Istituto la propria dichiarazione reddituale relativa all'anno 2021. Senza questo documento fondamentale, l'INPS non ha potuto accertare se il pensionato avesse effettivamente diritto a quei soldi (che vengono erogati in anticipo, "sulla fiducia"). Di conseguenza, le somme accreditate in modo provvisorio tra il 2021 e il 2022 sono state definitivamente annullate per mancanza di prove sui requisiti.
Quali sono le prestazioni a rischio e perché
I soldi che l'INPS richiede indietro riguardano due agevolazioni molto conosciute, ma profondamente diverse tra loro. Ecco perché l'Istituto le gestisce con pratiche separate:
- La Quattordicesima: è un'integrazione economica che spetta a chi ha compiuto almeno 64 anni di età e si trova al di sotto di determinate soglie di reddito strettamente personale.
- Il Bonus da 154,94 euro: si tratta di un piccolo importo aggiuntivo destinato a chi percepisce pensioni minime. In questo caso, però, l'INPS per erogarlo non guarda solo alle tasche del pensionato, ma somma anche i redditi del coniuge o del partner unito civilmente. A causa di queste differenze strutturali, un pensionato potrebbe aver perso il diritto a una sola di queste misure, oppure a entrambe.
Come e da quando avverrà il recupero dei soldi
Niente panico: l'INPS non svuoterà i conti correnti in un'unica soluzione, ma applicherà delle trattenute dirette sul cedolino della pensione, partendo proprio dalle mensilità di agosto 2026. Il piano di rientro cambia a seconda del debito:
- Per chi deve restituire la quattordicesima: il recupero sarà spalmato su due anni, attraverso trattenute divise in 24 rate mensili.
- Per chi deve restituire il bonus da 155 euro: il recupero sarà più veloce e si concluderà nell'arco di un anno, in 12 rate mensili. In ogni caso, nessuno si ritroverà l'assegno decurtato all'improvviso. L'INPS ha infatti predisposto l'invio di una raccomandata cartacea a tutti i soggetti coinvolti, notificando in modo ufficiale la revoca e i dettagli del piano di restituzione.
Quando viene pagata la pensione di agosto 2026
Mettendo da parte la questione trattenute, agosto porta con sé anche le normali procedure di pagamento dell'assegno. Quest'anno, cadendo il 1° del mese di sabato, il calendario si sdoppia a seconda di come si è scelto di ricevere i soldi:
- Per chi usa le Poste: chi si fa accreditare la pensione su conto BancoPosta, Libretto di Risparmio o Postepay Evolution, avrà i soldi a disposizione già da sabato 1° agosto 2026.
- Per chi usa la Banca: chi riceve l'assegno sul normale conto corrente bancario dovrà attendere la riapertura degli istituti, ovvero il primo giorno bancabile utile: lunedì 3 agosto 2026.
- Per chi ritira in contanti allo sportello: il ritiro alle Poste è possibile fin dalla mattina di sabato 1° agosto. Tuttavia, è consigliato verificare le disposizioni del proprio ufficio postale di zona: molti sportelli potrebbero ancora adottare la turnazione alfabetica (in base all'iniziale del cognome) per evitare code e assembramenti. Ricordiamo infine che, per le attuali leggi anti-riciclaggio, il ritiro cash della pensione è permesso solo a chi percepisce un importo netto inferiore ai 1.000 euro mensili.