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Auto aziendali: come cambia la tassazione e quali veicoli pagheranno il 50% in più

Il decreto Omnibus introduce una stretta fiscale per spingere le imprese a rinnovare il parco auto, aumentando del 50% la tassazione sulle vetture aziendali con più di cinque anni. Contemporaneamente prende il via il “noleggio sociale” a 100 euro al mese per i redditi bassi: ecco tutti i dettagli.
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In arrivo una nuova stretta fiscale per le imprese che utilizzano vetture datate. Con il via libera della Ragioneria generale dello Stato al decreto Omnibus, approda infatti in Parlamento la norma che prevede un aumento della tassazione del 50% per le auto aziendali con più di cinque anni di vita. La misura, pensata dal governo per disincentivare l'uso dei mezzi inquinanti e spingere le aziende a rinnovare i propri parchi auto, si tradurrà in un rincaro immediato sui costi di gestione delle vetture meno recenti.

Cosa prevede l'aumento della tassazione

Il cuore dell'intervento sulle auto aziendali risiede nel disincentivo verso i veicoli più datati. Per spingere le imprese a rinnovare i propri mezzi e ridurre l'impronta ecologica, il decreto stabilisce un incremento del 50% del carico fiscale rispetto alle aliquote applicate negli anni precedenti. Questo aumento non scatta subito, ma si attiva a partire dal compimento del quinto anno di utilizzo del mezzo aziendale.

Quali veicoli vengono colpiti dal provvedimento

La nuova stretta non farà distinzioni di alimentazione: il criterio guida è infatti puramente anagrafico. L'aggravio del 50% scatterà per tutte le vetture, siano esse a benzina, diesel o persino 100% elettriche, a partire dal 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di prima immatricolazione. L'impatto stimato è notevole: la misura andrà a toccare una flotta complessiva di circa 327mila automobili, considerando che circa un terzo dei contratti di noleggio a lungo termine in Italia supera i 48 mesi di durata.

Cosa cambia per optional e riassegnazioni

Le novità fiscali non si fermano però all'anzianità della vettura. Il testo introduce infatti una maggiorazione del 5% per gli optional che non figurano nelle tabelle ACI ufficiali e che non sono stati saldati direttamente dal lavoratore dipendente. Sul fronte gestionale arrivano invece buone notizie: viene semplificata la procedura per riassegnare i veicoli all'interno dell'azienda senza che questo generi nuovi costi fiscali. Infine, per evitare contenziosi sulle regole introdotte con la legge di Bilancio 2025, viene chiarito che le auto ordinate nel 2024 e assegnate dopo il 1° luglio 2025 non subiranno il penalizzante calcolo del "valore normale".

Che cos'è il nuovo noleggio sociale

Uscendo dal perimetro strettamente aziendale, il governo ha affiancato alle misure fiscali un piano di sostegno alla cittadinanza: il programma di noleggio sociale a lungo termine per auto a basse emissioni. L'iniziativa, definita dal Dpcm Automotive, punta ad accelerare la rottamazione dei mezzi inquinanti offrendo un'alternativa sicura ed ecologica anche a chi ha risorse finanziarie limitate.

Chi può richiederlo e quali sono i costi

Il piano di noleggio sociale sarà attivo fino al 30 giugno 2030 ed è riservato ai privati con un ISEE non superiore a 30mila euro. Ecco i punti chiave dell'offerta:

  • Canone mensile: 100 euro al mese (IVA inclusa) per un contratto della durata minima di 36 mesi.
  • Chilometraggio: limite fissato a 12mila chilometri all'anno.
  • Caratteristiche dell'auto: veicoli nuovi (categoria M1), omologati Euro 6 con emissioni di CO2 contenute entro i 135 g/km.
  • Requisito d'accesso: rottamazione obbligatoria di una vecchia auto (da Euro 0 fino a Euro 4) posseduta da almeno un anno.
  • Opzione finale: al termine del triennio, il guidatore potrà decidere di acquistare definitivamente l'auto usufruendo di uno sconto del 10% sul valore di mercato.
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