Auto a basse emissioni a 100 euro al mese: cos’è e come funziona il noleggio sociale

Guidare un'auto nuova, sicura e poco inquinante è spesso un traguardo difficile da raggiungere per molte famiglie italiane, strette tra il costo della vita in aumento e i prezzi elevati dei veicoli di ultima generazione. Per colmare questa distanza tra la necessità di una mobilità più verde e le reali disponibilità economiche dei cittadini, prende vita una nuova iniziativa del Governo: il "noleggio sociale".
Presentato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) in stretta collaborazione con l'Automobile Club d'Italia (Aci), questo progetto sperimentale, valido fino a metà del 2030, offre la possibilità di mettersi al volante di una vettura moderna pagando un canone mensile altamente agevolato. L'obiettivo è duplice: svecchiare il parco auto italiano (storicamente tra i più vecchi d'Europa) e garantire a tutti il diritto a una mobilità sicura ed ecosostenibile. Ecco come funziona.
A chi è rivolto e quanto costa il canone
Il programma è pensato specificamente per sostenere i redditi che più faticano ad affrontare la spesa per un'auto nuova. Per accedere a questa misura, il requisito economico fondamentale è avere un indicatore ISEE del nucleo familiare inferiore ai 30.000 euro. Chi rientra in questo parametro potrà stipulare un contratto di noleggio a lungo termine della durata minima di tre anni (36 mesi). Il costo? Una quota fissa estremamente accessibile: 100 euro al mese, con l'Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) già inclusa nel prezzo.
Che tipo di auto si guiderà e il limite dei chilometri
Non si tratta di veicoli usati o "di scarto", ma di macchine nuove di fabbrica e appena immatricolate in Italia. Parliamo della categoria "M1", ovvero le normali autovetture destinate al trasporto di persone. Per garantire il rispetto dell'ambiente, le auto assegnate dovranno avere un'omologazione minima "Euro 6" (l'attuale standard europeo per i veicoli meno inquinanti a motore termico o ibrido) e non produrre più di 135 grammi di anidride carbonica per chilometro. C'è però un tetto all'utilizzo: per mantenere il beneficio di questo canone ridotto, l'accordo prevede un limite massimo di 12.000 chilometri di percorrenza all'anno. Una soglia studiata per coprire abbondantemente il normale tragitto casa-lavoro e le commissioni quotidiane di una famiglia media.
La regola d'oro per accedere: la rottamazione obbligatoria
L'iniziativa ha un forte spirito ecologico: lo scopo primario è togliere dalle nostre strade i veicoli più vecchi, insicuri e inquinanti. Per questo motivo, la condizione imprescindibile per ottenere il noleggio a 100 euro è la rottamazione di un vecchio mezzo. Nello specifico, il cittadino richiedente deve consegnare per la demolizione un'automobile inquinante (rientrante nella classe di emissione fino a Euro 4) di cui deve essere proprietario da almeno dodici mesi.
Cosa succede dopo tre anni? L'opzione di acquisto scontata
La formula del noleggio a lungo termine non costringe le famiglie a rimanere senza auto al termine del contratto. Alla scadenza dei 36 mesi, infatti, si aprirà una doppia strada: si potrà decidere di restituire semplicemente la vettura, oppure di diventarne i proprietari a tutti gli effetti. Scegliendo questa seconda opzione (il cosiddetto "riscatto"), la famiglia avrà diritto a uno sconto garantito del 10% rispetto al valore di mercato dell'auto in quel momento.
Come fare domanda (e perché bisognerà essere veloci)
Le assegnazioni avverranno con il metodo del "chi prima arriva, meglio alloggia". Le domande dovranno essere presentate attraverso uno specifico portale online (uno sportello telematico che i Ministeri stanno finendo di mettere a punto proprio in queste settimane). I veicoli non saranno assegnati in base al reddito più basso all'interno della fascia degli idonei, ma attraverso una graduatoria basata sul puro ordine cronologico di arrivo delle richieste.
L'intero progetto fa parte del più ampio "Dpcm Automotive", un pacchetto di fondi statali che ammonta a 1,3 miliardi di euro (con la promessa di superare quota 1,5). Come ha precisato il Ministro Adolfo Urso, pur essendoci fondi per i cittadini, la fetta più grossa di queste risorse (oltre il 70%) andrà comunque a sostenere direttamente le fabbriche e l'innovazione della filiera produttiva italiana, per difendere l'industria nazionale in una fase in cui, secondo il Ministro, il vero ostacolo restano le stringenti regole europee sulla transizione ecologica.