Eclissi di Sole il 12 agosto in Italia, come vederla in sicurezza: la certificazione degli occhialini

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Il 12 agosto alle 20:23 in Italia si potrà vedere il picco massimo dell’eclissi di Sole. È un evento eccezionale: l’ultima volta che è stato possibile vedere un’eclissi totale di Sole era il 1999.

Secondo i portali di atrofili, nel suo picco di oscuramento l’eclissi prevista per il 12 agosto arriverà a coprire il 94,84% del Sole che vediamo dall’Italia. È una stima che riguarda pochi punti nelle aree più a ovest del nostro Paese, da Ventimiglia all’isola dell’Asinara in Sardegna. Più andiamo verso Est, più questa percentuale scenderà. Nell’Europa continentale si potrà ammirare un’eclissi completa in Spagna. Il picco del fenomeno dovrebbe arrivare intorno alle 20:23 ma il consiglio è quello di prepararsi già alle 19:30 per non perdersi nemmeno un istante. Vedere un’eclissi completa, o quasi completa, è un evento raro: l’ultima volta che è stato possibile in Europa era l’11 agosto del 1999.

L’unica precauzione da valutare è la lente attraverso cui vedere questo fenomeno. Nel 1999 una delle vulgate più diffuse era che bastasse aprire un floppy disk e usare la memoria di plastica al suo interno come filtro tra i nostri occhi e la luce diretta del Sole. Al netto della difficoltà di trovare una floppy disk oggi, sempre che tutti i lettori si ricordino di cosa parliamo, sconsigliamo di utilizzare metodi artigianali. Il Ministero della Salute ha diffuso una serie di raccomandazioni per osservare il fenomeno in sicurezza. Senza precauzioni infatti il rischio è quello di concludere la serata del 12 agosto con i sintomi di una retinopatia solare. Lo diciamo subito: l’unico modo per osservare l’eclissi è utilizzare gli occhialini certificati secondo la norma ISO 12312-2.

Eclissi solare del 12 agosto, come osservarla: le raccomandazioni del Ministero della Salute

Secondo il Ministero della Salute i rischi più grandi riguardano i bambini. Leggiamo: “I loro occhi sono più facilmente danneggiabili, il fascino del fenomeno li può attrarre verso l'osservazione del Sole”. La raccomandazione è quella di sorvegliarli sempre durante tutta la durata del fenomeno e preparare per loro gli occhialini: “Per loro, l'osservazione della eclissi dovrebbe avvenire sotto la continua supervisione degli adulti, che si devono assicurare che bambini e ragazzi indossino sempre e continuativamente gli occhialini per eclissi”. Oltre ai bambini, il ministero segnala tra i soggetti a rischio anche gli anziani e in generale chi ha già registrato problemi agli occhi: “Persone di età avanzata, o con patologie della vista già esistenti o che abbiano subito alcuni interventi chirurgici oftalmologici possono essere a maggior rischio”.  La raccomandazione, come dicevamo, è quella di evitare ogni mezzo artigianale e usare solo sistemi certificati: “Non sono sufficienti occhiali da sole (neanche indossati uno sopra l'altro), pellicole radiografiche, filtri fatti in casa, occhiali per saldatori, oculari di fotocamere o altro".

Quale deve essere la certificazione degli occhialini per vedere l'eclissi del 12 agosto

Il codice della certificazione è molto semplice: bisogna verificar che gli occhialini acquistati abbiamo una documentazione ISO 12312-2. Non parliamo di uno strumento particolarmente costoso. Senza contare gli annunci di chi vuole speculare dall’evento, si possono trovare modelli da 4 a 25 euro. Spesso si tratta giusto di una montatura di cartone pensata per un uso immediato.  Ci sono anche modelli più costosi con feature discutibili: abbiamo trovato per 34 un paio di occhiali rigidi che brillano al buio. Se è troppo tardi per acquistarli online, potete controllare nei supermercati o nei negozi di ottica. Vi consigliamo di muovermi prima per evitare di arrangiarvi all’ultimo con filtri non certificati.

Il rischio per la vista: la retinopatia solare

I danni possono anche non essere immediati. Come spiega il Ministero della Salute il rischio principale è quello della retinopatia solare, una lesione che può avere gravi conseguenze. Nello specifico: “I raggi UV non filtrati bruciano i fotorecettori della macula, l'area centrale della retina responsabile della visione distinta (necessaria per leggere, guidare e riconoscere i volti). Il danno può provocare la perdita della visione centrale, manifestandosi come una macchia scura fissa al centro del campo visivo”. Lo specifichiamo. Al momento non esiste una soluzione a questa patologia, è possibile tornare a una vista normale solo nei casi più leggeri: “Non esistono cure specifiche per ripristinare il tessuto retinico distrutto; un recupero parziale della vista è possibile solo nei giorni successivi se le lesioni iniziali erano di lieve entità”. Il danno può anche non vedersi subito. Se avvertite fastidio nelle ore successive all’eclissi contattate uno specialista per un controllo.

Fondazione Bietti: "La potenza dei raggi solari non diminuisce”

La Fondazione Bietti si occupa di ricerca nell’ambito dell’oftalmologia, la branca della medicina che si occupa di tutto quello che riguarda la salute dell’apparato visivo. Negli scorsi giorni, una delle specialiste della Fondazione Bietti ha ricordato che la potenza dei raggi solari non diminuisce con l’eclissi. Spiega così Monica Varano: “Durante un’eclissi, anche se la frapposizione della Luna tra Sole e Terra crea un cono di ombra su quest’ultima, la potenza dei raggi solari non diminuisce. Esporre gli occhi al Sole senza un’adeguata protezione durante un’eclissi solare può causare “cecità da eclissi” o ustioni retiniche, note anche come retinopatia solare, o maculopatia fototraumatica. Il danno può essere temporaneo o permanente e non provoca dolore. Per cui possono trascorrere da poche ore a qualche giorno dopo l’osservazione dell’eclissi solare per rendersene conto”.

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