Stanotte il picco delle stelle cadenti, a che ora e come vedere lo sciame delle Perseidi tra il 12 e 13 agosto
Stasera, 12 agosto, è la notte da non perdere per chi vuole osservare le stelle cadenti. Il picco delle Perseidi è atteso da poco prima della mezzanotte fino alle prime ore di domani, 13 agosto, con la massima attività che sarà concentrata nelle ore che precedono l’alba. Le condizioni di osservazione saranno rese particolarmente favorevoli dalla Luna nuova, che garantirà un cielo particolarmente buio, dopo aver regalato anche lo spettacolo dell’eclissi di Sole. La tradizionale notte di San Lorenzo del 10 agosto non ha infatti coinciso con il momento migliore per l’osservazione delle stelle cadenti: occhi al cielo, dunque, proprio stasera, quando lo sciame meteorico raggiungerà il suo apice.
Per chi vorrà apprezzare il picco delle Perseidi sarà importante scegliere un luogo lontano dalle luci della città, per evitare bagliori che compromettono la vista del cielo, e avere un campo visivo libero da ostacoli. Le meteore potranno comparire in diverse zone della volta celeste, attraversando il cielo con le loro scie luminose.
Picco stelle cadenti, a che ora osservarle stasera
Il picco delle Perseidi 2026 sarà osservabile già dalle 23:00 di questa sera, 12 agosto, e proseguirà fino alle prime ore di domani, 13 agosto. La fase di massima attività dello sciame è però prevista nelle ore che precedono l’alba, tra le 4:00 e le 6:00 del mattino, quando il radiante delle Perseidi sarà più alto nel cielo e aumenterà la probabilità di osservare un maggior numero di meteore. Per quest’anno, l’International Meteor Organization (IMO) segnala che il numero medio di meteore osservabili dalle località più buie varierà dalle 30 alle 50 all’ora al culmine dell’attività.
Dove guardare lo spettacolo delle Perseidi nel cielo del 12 agosto
Per osservare al meglio le Perseidi, non è necessario concentrare lo sguardo in un preciso punto nel cielo. Le meteore possono comparire in qualsiasi zona della volta celeste, motivo per cui è importante avere una vista su un’ampia porzione di cielo. Può però essere utile individuare la costellazione di Perseo, verso Nord-Est, che nel corso delle ore serali e notturne si solleva progressivamente dall’orizzonte. È da questa zona del cielo da cui le Perseidi sembrano provenire, anche se le scie più luminose possono attraversare anche aree molto lontane dal radiante. Fondamentale resta la scelta del luogo di osservazione, che deve essere il più possibile buio e lontano dall’inquinamento luminoso. Meglio quindi allontanarsi dai centri urbani, cercando magari una collina con un orizzonte libero verso la costellazione di Perseo, senza edifici, alberi o rilevi che possono ostacolare la visuale.
Perché si chiamano "stelle cadenti di San Lorenzo" ed si esprime un desiderio
Le Perseidi sono conosciute come le “stelle cadenti di San Lorenzo” perché le loro scie luminose sono state tradizionalmente associate alle scintille del martirio del diacono Lorenzo, arso vivo nel 258 d.C. su una graticola di carboni ardenti durante le persecuzioni dell’imperatore Valeriano. La tradizione collega le meteore anche alle lacrime versate dal Santo durante il suo martirio, da cui l’espressione “lacrime di San Lorenzo”, in una suggestione simbolica nata dalla vicinanza tra la ricorrenza religiosa del 10 agosto e il periodo di massima attività dello sciame meteorico, che raggiunge il picco intorno alla metà di agosto, quando la Terra attraversa la zona più densa della scia di detriti lasciata dalla cometa 109P/Swift-Tuttle.
All’avvistamento di una stella cadente si affianca da sempre anche l’usanza di esprimere un desiderio, nella speranza che si avveri. Con una curiosità racchiusa nella parola stessa, visto che il termine desiderio deriva dal latino desiderare, composto dal prefisso “de-“ e dal vocabolo “sidera” che significa stelle, la cui etimologia richiama l’antica osservazione degli astri. La tradizione del gesto scaramantico e beneaugurante sembra però essere legata anche al desiderio affidato alle stelle come guida per orientarsi.