Scivolone del ministero dei Beni Culturali guidato da Dario Franceschini: proteste per un bando destinato ad artisti, in occasione della manifestazione "Notti al museo", su base nazionale, che offre lavoro gratis e con spese a carico degli stessi artisti. Una situazione paradossale, denunciata qualche giorno con una lettera aperta da un musicista, Michele Spellucci, violoncellista, diplomato al Conservatorio di Milano. In pratica il Mibac, per promuovere la propria iniziativa, ha pensato bene di emettere un avviso pubblico destinato a persone "singole o associate (associazioni culturali, singoli artisti, complessi) per la realizzazione di eventi culturali (danza, letteratura, musica, teatro, eccetera) i luoghi di eccellenza della cultura", in occasione della manifestazione nazionale "Notti al Museo". Obiettivo dichiarato: "Promuovere la creatività italiana in alcuni dei luoghi della cultura statali più significativi, contribuendo, altresì, a potenziare l’offerta in occasione delle aperture notturne e ad attrarre, di conseguenza, un numero più ampio di visitatori attraverso altre espressioni d’arte" invogliando le persone a visitare i musei, le pinacoteche, i monumenti, di sera (dalle 20 alle 22) e offrendo performance artistiche anche in siti simbolo come gli Scavi archeologici di Pompei ed Ercolano e il Colosseo.

La lettera del musicista Michele Spellucci a Dario Franceschini

C'è un ma. È il bando. Lo spiega Michele Spellucci nella sua lettera: "Scarico il bando e lo scorro con attenzione. Ma il punto 2 comincia a riservare le prime sorprese: ‘Il presente Avviso è rivolto a persone fisiche e giuridiche che intendano realizzare eventi culturali a titolo gratuito in favore del Ministero, ad esclusione di organizzazioni partitiche o politiche'. Passi che i tempi sono bui per tutti, c’è la crisi e se non si investe sulla cultura, la cultura sarà destinata a morire – scrive il musicista -. Passi anche che io son uno dei primi a sostenere che non si debba aspettare lo Stato per fare cultura perché lo Stato non ha nessun interesse alla diffusione della cultura stessa. Passi che da anni ormai ho deciso di mantenermi con un altro impiego e di dedicare tutto il mio tempo libero alla diffusione culturale a titolo completamente gratuito. Ora però da cittadino onesto, che vanta il regolare pagamento delle tasse, mi aspetterei che fosse il Vostro Ministero a cominciare ad investire in questa benedetta cultura e non che Voi dopo anni di insofferenza e di tagli e di totale apatia richiediate a me e a tutti coloro che con la cultura lavorano e tentano di sopravvivere di sponsorizzare a titolo gratuito i Vostri eventi per “potenziare l’offerta” e “attrarre un numero più ampio di visitatori".

Il testo integrale dell'avviso pubblico "Notti al Museo" del Mibac (PDF)

Il bando beffa del Mibac: i musicisti si paghino assicurazione e Siae

L'altra questione ha poi il sapore della beffa: "Una incredibile ed amara sorpresa" la definisce il violoncellista milanese: "L’articolo 6 punto 1 recita: ‘il proponente dichiara di essere in possesso di adeguata polizza assicurativa di responsabilità civile per danni a persone e cose, esibendone copia a richiesta dell’Amministrazione'. Punto comprensibile, non sia mai che con il mio strumento inciampi su una statua del Canova distruggendo il patrimonio artistico che va valorizzato. Però questo fa sì che per collaborare con il Vostro Ministero, non solo sarei costretto a lavorare per la gloria, ma sarei costretto anche a farmi carico della stipula un’assicurazione privata. Quindi passiamo dal volontariato alla sponsorizzazione. Ma non finisce qui, purtroppo. Articolo 6 punto 2:' il proponente si impegna ad osservare tutte le norme che disciplinano la realizzazione di eventi, attività culturali, spettacoli da svolgersi in luogo in pubblico e/o aperto al pubblico' Ho impiegato del tempo per decifrare l’orribile senso di questo articolo. Già perché fatte salve tutte le norme di sicurezza del caso, che daremo per scontate, le altre norme che disciplinano la realizzazione di eventi, attività culturali e spettacoli in Italia hanno un solo nome: SIAE. Già perché – continua ancora la lettera aperta del violoncellista milanese –  essendo io il proponente dell’evento culturale mi caratterizzo agli occhi della Siae (acronimo della Società italiana editori e autori, ente cui vanno versati i diritti d'autore ndr.) come organizzatore e per cui secondo legge a me spettano gli adempimenti in materia di diritti d’autore con tariffe fisse (nel caso specifico farebbe fede la tabella per gli spettacoli gratuiti… direi) che variano dai 73,40€ ai 425,80 euro".

Dunque, l'amara chiosa finale: "Il Ministero chiama a raccolta tutti gli operatori culturali per organizzare eventi che rendano più appetibile una propria iniziativa. Questa chiamata a raccolta non prevede però solo la beffa di essere a titolo completamente gratuito ma anche il danno di prevedere una serie inspiegabile di oneri a carico degli operatori culturali stessi. Ora, con tutto il cuore, Signor Franceschini e Signora Buzzi, Vi chiedo: con quale coraggio?".

La lettera ha avuto migliaia di condivisioni su Facebook e un effetto deve averlo sortito: dell'avviso (emesso il 1 luglio) prima visionabile a questo indirizzo, non c'è più traccia.