TUFO, la newsletter su Napoli: perché la rinascita della città porta con sé anche molte paure

Nasce “TUFO”, newsletter di Fanpage per ascoltare la città oltre la cronaca. Ogni giovedi mattina in mail.
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Non so che opinione hai di Napoli.
So che quasi certamente non ti è indifferente: questa città suscita amore viscerale o profonda repulsione, ma difficilmente lascia freddi. Io di certo non lo sono: è la mia città. Ed è per questo che nasce TUFO, la newsletter di Fanpage.it su Napoli: dammi un attimo e ti spiego perché interessa anche te, pure se non ci vivi.

Quando ho iniziato a lavorare in Fanpage, Napoli si stava rialzando da una drammatica emergenza rifiuti. Eravamo sui giornali di tutto il mondo, coi cumuli di spazzatura che arrivavano ai secondi piani dei palazzi e alle spalle il Golfo, il Vesuvio, un panorama bellissimo e imbrattato. Camminavo lungo via Toledo e mi dicevo: non ne usciremo mai, ma chi cazzo vuoi che venga qui a visitare una città del genere? Si è rotto qualcosa nel profondo e passeranno decenni prima di poter vedere miglioramenti.

Facciamo come nei film: tasto velocità doppia, arriviamo a oggi. Sono arrivato al lavoro con la metropolitana e non è più quell'orribile scassone giallo che si palesava più raramente della Cometa di Halley. Sono fortunato, la redazione è vicina al mare, mi hanno fermato due turisti che in un italiano incerto tentavano di chiedermi: dove possiamo mangiare una buona sfogliatella nelle vicinanze? Ho tentato di dissuaderli perché siamo in estate e sotto il sole non è proprio il massimo, loro ridevano. Ho visto che la fila di visitatori che fotografavano piazza Plebiscito era interminabile e io me la ricordo quella piazza, piena di auto in sosta negli anni Novanta, un parcheggio fetido e schifoso.
Mettiti nei miei panni: voglio bene a Napoli e mi piace che tanta gente venga anche da molto lontano a visitarla. Non era scontato, fino a qualche anno fa.

Potrei finirla qui e chiuderei con una bella citazione, un'immagine panoramica, tutti contenti e soddisfatti.

Tuttavia amare una città non significa smettere di essere cronista. Vedo le profonde differenze tra quartieri. Zone di periferia come il rione Traiano, Barra, Ponticelli isolate nei trasporti. Vedo il grande progetto di Bagnoli nell’ex Italsider e dico: finalmente! Poi ho paura: e se rischia di diventare un quartiere per soli ricchi?
Sono felice per chi sceglie di visitare Napoli ma nel bel palazzo di via Mezzocannone dove i miei amici alloggiavano quando studiavano Filosofia da fuori sede ora ci sono solo bed and breakfast: un alloggio studente a Napoli non lo trovi più. Non trovi una maledetta pizzeria che non voglia vendere il suo orribile prodotto gourmet e una cena per due ormai ti costa quanto un grammo d’oro. Mi piace sapere che i Quartieri Spagnoli non siano più un luogo pericoloso. E però mi farebbe ancora più piacere sapere che camerieri, lavapiatti, cuochi e fattorini fossero assunti regolarmente, con un contratto, riposi e ferie pagati.

Io sono felice della Napoli di oggi. Sono felice e ho paura.
Ma come possono convivere questi due sentimenti nello stesso momento, nella stessa persona, nella stessa città?
Anche per questo ho deciso che raccontare Napoli dovesse significare far comunità con chi vuole saperne di più, senza fermarsi alla superficie.
I giornalisti non possono solo limitarsi all’articolo, all’intervista, al commento. Bisogna ascoltare il battito profondo della città, fermarsi a parlare con chi ci vive o la visita, senza l’affanno e la frenesia della cronaca giornaliera.

Così nasce TUFO, la newsletter di Fanpage su Napoli.

Tufo: con quella pietra porosa e vulcanica è edificata Napoli e al tempo stesso quella stessa pietra abita le viscere della città.
Un nome bellissimo per iniziare un lavoro di ricerca e di ascolto, no?

Che tu sia di queste parti o venga da fuori, che tu sia residente o emigrato, sai che questa città è stata l’inizio e la fine di tante cose. Come Roma e Milano è laboratorio politico e scenario di clamorosi fatti di cronaca.
Solo che c’è un particolare: oggi Napoli è la città italiana più discussa e rappresentata al mondo, spesso con potenti stereotipi. Merito di fiction, di romanzi, di musica? Sicuramente. Merito di chi la visita? Ma certo.
E poi? C’è dell’altro?
C’è gente che si chiede: ma perché oggi si parla così tanto di Napoli? Durerà questa cosa del turismo? Dopo la rinascita ci sarà la caduta? O ci troveremo a spiegare l’ennesimo miracolo, l’ennesimo accadimento straordinario?
Abbiamo un solo modo per tentare capirlo: ascoltare. E poi raccontarcelo.

È così che con Fanpage.it abbiamo deciso di dare vita a TUFO: una newsletter a cui puoi iscriverti per riceverla ogni giovedì per email, direttamente nella tua casella di posta, senza perderti nemmeno un appuntamento.

È un prodotto che nasce dalla voglia di ascoltare e raccontare Napoli coi tempi giusti, lontani dalla frenesia di tutti i giorni. Fa parte delle novità che abbiamo reso possibili grazie a chi ci sostiene con un abbonamento: se vuoi farlo anche tu, puoi farlo qui.

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