Militari in alloggi fatiscenti alle Olimpiadi, dopo le denunce il caso è ancora aperto: cosa sta succedendo

AGGIORNAMENTO
Alloggi fatiscenti, riscaldamento insufficiente, docce sporche e raggiungibili solo passando all'esterno. Questa è la situazione che pochi giorni fa Fanpage.it segnalava per i militari in servizio alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, rilanciando la denuncia della Associazione Sindacale Libera Rappresentanza dei Militari. Nelle ore successive, sono stati diffusi i comunicati di due sindacati di categoria – di cui almeno uno, però, risalente ai giorni precedenti – in cui si suggeriva che la situazione fosse stata risolta. Libera Rappresentanza, però, ha confermato a Fanpage.it di aver fatto ulteriori verifiche, e che per i volontari in ferma iniziale (VFI) nulla è cambiato: sei persone per camera e niente doccia interna.
Le condizioni degli alloggi per i militari a Milano-Cortina 2026
Si parla della palazzina a Tai di Cadore (Belluno), una struttura che era stata dismessa ma poi ha riaperto per ospitare i militari necessari a gestire l'evento. Era stata Libera Rappresentanza a segnalare la cosa al ministero della Difesa con una pec già il 28 gennaio. Per circa due settimane, tutti i militari sono rimasti in locali che non avevano armadietti né un riscaldamento adeguato.
Il primo cambiamento è arrivato giorni fa, quando il personale in servizio permanente (SPE) ha avuto l'autorizzazione a fare la doccia all'interno. Come detto, i volontari non hanno avuto questo ‘privilegio' e devono ancora spostarsi all'esterno, nelle gelide temperature invernali, per fare una doccia dopo turni lunghissimi.
La permanenza durerà fino al 15 marzo, quando termineranno i Giochi Paralimipici. Ancora un mese di tempo, quindi, in condizioni abitative tutt'altro che dignitose. Senza parlare di turni lavorativi che in alcuni casi superano le 14 ore e in cui spesso non è a disposizione nemmeno un bagno chimico nelle immediate vicinanze.
I sindacati e le "misure correttive" annunciate
Nella giornata di venerdì sono stati diffusi due comunicati di sigle sindacali di categoria. Uno, attribuito ad Assomil, diceva che "alcune criticità di natura alloggiativa" erano emerse "in fase di avvio delle attività operative", in un "contesto logistico particolarmente complesso", dato che a causa del grande flusso di turisti c'era una "inconsueta pressione sulle strutture ricettive civili del territorio": ovvero, pochi posti disponibili negli alberghi. Il sindacato parlava però di un "tempestivo intervento del generale di Corpo d'Armata Mora", a cui sarebbero già seguite "misure correttive per il miglioramento delle condizioni alloggiative dei militari".
È stato rilanciato anche un comunicato molto simile di Itamil, tra i principali sindacati dell'Esercito. Qui si esprimeva "apprezzamento per l’attenzione riservata alle segnalazioni pervenute e per il tempestivo intervento del Generale di Corpo d’Armata Mora, finalizzato al miglioramento delle condizioni alloggiative del personale militare". E si celebravano gli "interventi correttivi in tempi record". Questo comunicato, diffuso ieri, era in realtà risalente al 5 febbraio, come si vede dal sito ufficiale di Itamil.
Il caso resta aperto
Il generale di corpo d'armata Mora a cui si fa riferimento nei comunicati è Claudio Mora, comandante task force che supporta l'organizzazione dei Giochi olimpici. In realtà, però, nonostante gli interventi e i miglioramenti segnalati dalle sigle sindacali, Libera Rappresentanza ha fatto sapere a Fanpage.it che non c'è nessun passo avanti nella situazione degli alloggi.
Secondo l'associazione non c'erano miglioramenti il 5 febbraio, data del comunicato di Itamil. E non ci sono nemmeno oggi. L'ultima verifica è avvenuta proprio nella mattina di sabato 14 febbraio. Non è chiaro quindi perché già nei giorni scorsi si parlasse di interventi correttivi. I volontari in ferma permanente continuano a dover abitare in camerate da sei persone, con poche prese elettriche e un passaggio esterno per le docce.
L'interrogazione del Movimento 5 stelle: "Il governo intervenga"
Resta da vedere se la situazione si evolverà nei prossimi giorni. Anche perché, come detto, manca un mese alla fine del periodo di servizio legato a Olimpiadi e Paralimpiadi. Nel frattempo, la questione è arrivata anche in Parlamento.
"A nome del Movimento 5 stelle ho presentato un'interrogazione al ministro della Difesa Crosetto per fare immediata chiarezza sulle denunce relative alle indegne condizioni alloggiative del personale dell'Esercito italiano impiegato nel dispositivo di sicurezza dei Giochi olimpici invernali", ha fatto sapere il capogruppo del M5s in commissione Difesa alla Camera, Arnaldo Lomuti.
"Chiediamo al governo di verificare immediatamente la fondatezza delle denunce e di indicare le strutture coinvolte e il numero di militari interessati allo scopo di adottare con urgenza tutte le misure necessarie per assicurare condizioni alloggiative adeguate sicure e rispettose dei diritti del personale impegnato al servizio dello Stato", ha concluso Lomuti.
ITAMIL: "Agenzie rilanciavano notizie del 5 febbraio"
Dopo le polemiche e il dibattito politico, oggi è intervenuto però nuovamente ITAMIL con una precisazione ufficiale. Il sindacato chiarisce infatti che le notizie diffuse il 13 febbraio da alcune agenzie di stampa, relative "alle condizioni alloggiative del personale militare impiegato nei servizi di sicurezza dei Giochi olimpici, si riferivano in realtà a una comunicazione già pubblicata il 5 febbraio scorso". In quella circostanza, spiegano, erano state segnalate criticità emerse nella fase iniziale delle attività operative e, contestualmente, erano pervenute rassicurazioni formali circa l'idoneità delle strutture individuate. Il rilancio di venerdì, dunque, non farebbe riferimento a sviluppi intervenuti negli ultimi giorni. Tuttavia, alla luce delle nuove segnalazioni e delle verifiche riportate anche dall'Associazione Sindacale Libera Rappresentanza dei Militari, che continua a denunciare l'assenza di miglioramenti per i volontari in ferma iniziale, ITAMIL fa sapere di aver attivato ulteriori approfondimenti.
I referenti del sindacato stanno acquisendo elementi oggettivi per verificare la reale consistenza dei fatti e accertare eventuali discordanze tra quanto rappresentato e la situazione effettiva nelle strutture che ospitano il personale. Secondo ITAMIL è imprescindibile che le attività di ricognizione preventiva delle basi e delle strutture destinate ai militari siano svolte con la massima accuratezza e responsabilità.
"Qualora emergano carenze, omissioni o valutazioni non conformi alla realtà, dovranno essere individuate le relative responsabilità e adottati i conseguenti provvedimenti nei confronti dei soggetti eventualmente responsabili. La dignità del personale impiegato in servizi delicati e strategici non può essere sacrificata né sottovalutata", ribadisce il sindacato, che conclude chiedendo chiarimenti puntuali e interventi urgenti sulle condizioni alloggiative del personale militare ancora impegnato nel dispositivo di sicurezza dei Giochi.