AGGIORNAMENTO: Incassata la fiducia alla Camera e al Senato il nuovo governo può ufficialmente partire. E il presidente del Consiglio Conte vola a Bruxelles per incontrare Ursula Von der Leyen, la presidente eletta della Commissione europea, e per parlare di un importante dossier: quello sull'immigrazione. "Subito al lavoro: oggi sarò a Bruxelles dove si prospetta una giornata fitta di incontri con i vertici delle Istituzioni comunitarie. In Ue non abbiamo tempo da perdere, ritengo sia prioritario accelerare per raggiungere 3 obiettivi fondamentali e per l'Italia e gli interessi degli italiani: la modifica del Patto di stabilità a favore della crescita, il superamento del Regolamento di Dublino, un regime interventi straordinari che favoriscano la crescita e lo sviluppo del nostro Mezzogiorno", lo ha scritto Conte su Facebook.

E ancora: "L'Italia oggi è più forte, e con il nuovo Governo intendiamo svolgere un ruolo di primo piano in questa fase di rinnovamento dell'Unione europea. La mia determinazione è massima e confido di poter riscontrare un elevato grado di convergenza con la nuova Commissione europea". 

Conte chiederà una revisione del trattato di Dublino, nell'ottica di una più equa ridistribuzione dei migranti tar i vari Paesi Ue. La presidente Ursula von der Leyen è dello stesso avviso, e ha già detto che "Dublino deve essere riformato, è uno dei punti fondamentali del nostro programma".

Il lavoro sul dossier immigrazione, come ha scritto oggi Francesco Grignetti su ‘La Stampa', di concerto con gli altri leader europei era iniziato lo scorso 18 luglio, al vertice di Helsinki. In quel caso Italia e Malta (c'era ancora Matteo Salvini al Viminale) presentarono un documento congiunto per sensibilizzare l'Ue sul problema degli sbarchi, e contemporaneamente Francia e Germania presentarono un altro documento sulle navi delle ong. Da allora i tecnici hanno messo a punto un documento che accorpa tutte le posizioni: si intitola "Temporary predictive riallocation program", ovvero "Programma temporaneo e predefinito per le riallocazioni" e dovrà essere ufficialmente sottoscritto il prossimo 23 settembre a La Valletta tra Italia, Malta, Germania e Francia. In pratica ogni volta che una nave delle ong si troverà in emergenza e chiederà un porto sicuro, Malta e Italia daranno l'ok per lo sbarco, ma entro un mese, dopo la prima accoglienza, i migranti dovranno essere ridistribuiti. Al momento Germania e Francia hanno assicurato che si faranno carico del 25% delle quote, ma per Italia e Malta è necessaria una maggiore collaborazione. Ed è su questo che verterà principalmente l'incontro di oggi tra Conte e Von der Leyen.

In tema di economia sul tavolo c'è la revisione del Patto di stabilità, chiesta anche dal presidente della Repubblica Mattarella. Ma nella lettera di investitura Von der Leyen ha scritto a Paolo Gentiloni che dovrà assicurare "l'applicazione del Patto di stabilità, utilizzando appieno la flessibilità permessa all'interno delle regole". La manovra di bilancio si avvicina e l'incontro di oggi potrebbe essere utile per capire che margini avrà a disposizione l'Italia con il nuovo esecutivo Ue, soprattutto per quanto riguarda il rapporto deficit/Pil. Ma oltre al futuro presidente della Commissione oggi a Bruxelles Conte vedrà anche l'uscente, Jean-Claude Juncker, il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, il prossimo presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e quello attualmente in carica, Donald Tusk.

Conte: "Penalità per chi non accoglie"

"Chi non parteciperà" alla ripartizione dei migranti a livello europeo "ne risentirà molto, in misura consistente, sul piano finanziario", lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dopo l'incontro avuto con il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk. Per Conte, inoltre, il meccanismo dei rimpatri deve essere gestito a livello europeo. "Dobbiamo fare molto di più sui rimpatri con l'aiuto dell'Ue, anche su questo abbiamo la piena attenzione", ha aggiunto il premier. "In Italia non possiamo dirci soddisfatti del sistema dei rimpatri", che "dovranno essere gestiti a livello europeo, integrando gli accordi che devono essere a livello europeo non possono essere affidati agli Stati come l'Italia".

Macron: "Francia-Italia alleanza storica"

Il presidente francese, Emmanuel Macron, durante la sua visita a Roma, in programma per il 18 settembre, discuterà con il presidente del Consiglio Conte, le questioni europee, tra cui la questione immigrazione. "L'Italia è un alleato storico della Francia. In nessun momento le scelte politiche che gli uni o gli altri hanno potuto fare, hanno smentito questo dato di fatto", ha detto la portavoce del governo francese Sibeth Ndiaye, al termine del Consiglio dei ministri a Parigi. Ndiaye ha quindi ricordato che "appena pochi mesi fa" Macron ha ricevuto il presidente Sergio Mattarella, "dimostrando la solidità delle relazioni tra i due Paesi malgrado i disaccordi che a volte possono esistere", come di recente sulle "questioni migratorie". La Francia, ha aggiunto la portavoce, "condivide" la "necessità di avere una politica europea dell'asilo", tra cui il "rafforzamento" di Frontex e la riforma del regolamento di Dublino. Durante la visita il leader francese verrà prima ricevuto dal presidente, Sergio Mattarella e poi dal premier Conte, per una cena di lavoro.