"Io credo che il ministro Gualtieri non abbia detto che il Mes è stato già firmato, ma che è difficile riaprire il negoziato", sono queste le parole con cui Luigi Di Maio commenta a Porta a Porta quanto detto dal ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ieri in audizione al Senato. Sull'argomento si sono scagliate le opposizioni, accusando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte di aver ratificato un accordo senza un'approvazione del Parlamento. Il capo politico del M5S sembra tenere una posizione incerta. "Ci sono perplessità anche da parte del gruppo parlamentare M5S", ricorda, aggiungendo che il Mes potrebbe rappresentare "un'arma a doppio taglio". Di Maio poi conclude: "Dobbiamo vedere se questa cosa conviene all'Italia oppure no. Ma questo non vuol dire andare contro il ministro Gualtieri. Sono sicuro che troveremo una soluzione col ministro dell'Economia e il presidente del Consiglio".

Ospite di Radio Anch'io il ministro degli Esteri ribadisce poi il concetto, allargando la questione anche alle altre riforme europee che riguardano da vicino l'Italia. “Secondo me nelle prossime ore a livello di maggioranza avremo bisogno di valutare se tutto questo pacchetto, il Meccanismo europeo di stabilità, e su altre riforme europee come l’unione bancaria e l’assicurazione sui depositi, conviene all’Italia oppure no”.

Sul Mes Di Maio specifica che "una cosa è un fondo salva-stati, altro uno stritola-stati sul modello della Grecia. Noi come M5S abbiamo espresso anche in Parlamento molte perplessità e preoccupazioni ma sono confidente nel fatto che nelle prossime ore riusciremo a trovare una soluzione. Dovremo nelle prossime ore fare una valutazione su tutto il pacchetto”. E poi sottolinea che "è sbagliato dire che noi abbiamo approvato questo meccanismo, non è stato firmato, non c’è alcuna firma e l’Italia deve valutare se è sbagliato oppure no”.

In ambiente 5 Stelle il Mes viene considerata una questione su cui il governo rischia di cadere. Per questo, ieri, nei lunghi colloqui che il capo del M5S ha avuto con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, secondo fonti di governo, si sarebbe parlato prevalentemente di un possibile rinvio della ratifica della riforma del Mes da parte dell’Italia.