“Non lasciamo respirare i detenuti”: chiesta l’archiviazione per Delmastro su frasi shock

Il procedimento disciplinare avviato a Torino a carico di Andrea Delmastro Delle Vedove potrebbe presto chiudersi. Il consigliere istruttore incaricato dal Consiglio territoriale di disciplina dell'Ordine degli avvocati ha infatti formulato una formale proposta di archiviazione per l'esponente politico, chiamato in causa in qualità di iscritto al Foro di Biella. Al centro del fascicolo c'era la bufera mediatica e politica scatenata da una dichiarazione pronunciata nel novembre del 2024 dall'allora sottosegretario alla Giustizia, che era stata duramente contestata dalle opposizioni e da una parte del mondo dell'avvocatura.
L'origine dello scontro e le polemiche sui detenuti
La vicenda era nata durante l'inaugurazione di una nuova flotta di autovetture blindate destinate al Gruppo Operativo Mobile della Polizia Penitenziaria, veicoli avanzati e progettati specificamente per il trasporto dei detenuti in regime di massima sicurezza (come il 41-bis). In quell'occasione, Delmastro aveva dichiarato: "L'idea di far sapere come non lasciamo respirare chi sta dietro quel vetro oscurato è per me un'intima gioia". L'uscita pubblica aveva spinto il penalista Davide Steccanella a presentare un esposto formale all'Ordine, definendo quelle parole espressione di un clima di "giustizialismo forcaiolo". Contro il sottosegretario si erano scagliate anche tutte le opposizioni parlamentari (da Italia Viva al Pd, fino ad Avs e +Europa), chiedendone le dimissioni e accusandolo di totale mancanza di umanità, specialmente in un momento segnato da una grave emergenza suicidi nelle carceri italiane.
Le motivazioni dell'Ordine: "Nessun intento di umiliare i carcerati"
A distanza di tempo, l'organo istruttorio dell'Ordine degli avvocati ha proposto di chiudere il caso senza sanzioni, accogliendo le tesi difensive di Delmastro. L'esponente politico aveva da subito replicato alle polemiche sostenendo che il suo discorso fosse stato "maliziosamente stravolto" e che il riferimento fosse circoscritto esclusivamente ai boss mafiosi. Le conclusioni del consigliere istruttore sposano questa linea, stabilendo che quelle dichiarazioni "rientrano nella dialettica politica e nell'illustrazione di una linea di governo di contrasto alla criminalità".
Secondo il Consiglio di disciplina, le parole di Delmastro non contenevano cioè "un reale intento umiliante e disumanizzante" verso i detenuti in quanto tali. Si sarebbe trattato invece di un' "espressione forte" utilizzata come "metafora iperbolica" per descrivere la massima pressione esercitata dallo Stato contro la criminalità organizzata. Con questa proposta di proscioglimento, il caso attende ora solo la ratifica formale per essere definitivamente archiviato.