Manovra, come funziona davvero il ‘premio’ fino a 2.500 euro sugli aumenti per gli under 30
Nella conferenza stampa dopo l'approvazione della Manovra 2027, Meloni aveva parlato di un "premio" fino a 2.500 euro per i giovani lavoratori. Un incentivo tassato all'1% ed erogabile sia in un'unica soluzione che in 12 mensilità. A leggere il testo della legge di bilancio però, si evince che l'intervento è meno redditizio di quanto si possa pensare. La cosiddetta flat tax sugli incrementi reddituali infatti, è soggetta a criteri particolarmente stringenti. A partire dal reddito, che dovrà essere inferiore a 28mila euro. Lo sconto sulle tasse inoltre sarà riconosciuto a chi nel 2027 riceverà un aumento di stipendio rispetto al 2026. Vediamo nel dettaglio cosa dice la norma.
In cosa consiste il premio fino a 2.500 euro per gli under 30
La novità è inserita all'interno dell'articolo 44 della legge di bilancio, attualmente all'esame della Camera. Il beneficio consiste in un'imposta ridotta, all'1% per i lavoratori nati dopo il 31 dicembre 1997 e con un reddito inferiore a 28mila euro. L'imposta sostitutiva rispetto all'aliquota Irpef corrispondente (ossia il 23%) si applica sugli incrementi contrattuali, fino a un massimo di 2.500 euro.
I requisiti: chi può ricevere lo sconto
Lo sconto quindi riguarderà esclusivamente chi avrà guadagnato di più rispetto all'anno precedente e non, indistintamente, tutti i lavoratori under 30. Inoltre, la flat tax non è cumulabile con altre agevolazioni già previste come l'imposta sostituiva al 15% sulle somme corrisposte per lavoro notturno, festivi e straordinari. Di conseguenza, per chi lavora molto di notte, come ad esempio gli infermieri, lo sconto sugli aumenti potrebbe non essere particolarmente conveniente rispetto a quello già previsto per le ore di lavoro notturne.
Non solo, c'è un altro paletto. La misura infatti, è riservata solamente ai lavoratori dipendenti. Chi lavora nel pubblico o gli autonomi non potranno beneficiarne.
Benefici da poche decine di euro fino a un massimo di 500 euro: a chi conviene davvero
Il beneficio insomma, risulta piuttosto esiguo rispetto a quanto dichiarato in conferenza stampa dalla premier. Innanzitutto perché non si tratta di un vero e proprio premio, un bonus sotto forma di bonifico per chiunque abbia meno di 30 anni, ma piuttosto di uno imposta sostitutiva ridotta sugli aumenti di stipendio. In secondo luogo, perché la platea dei potenziali beneficiari è abbastanza limitata: solo i lavoratori dipendenti under 30, con un reddito inferiore a 28mila euro, e che avranno ricevuto un aumento rispetto all'anno prima.
Inoltre, facendo un rapido calcolo, appare chiaro che il risparmio sarà consistente solo per chi riceve la cifra massima prevista per l'aumento. Sui 2.500 euro di aumento, senza agevolazione il dipendente pagherebbe il 23% di Irpef, cioè circa 575 euro (per semplicità non teniamo conto delle varie addizionali regionali e comunali). Con la flat tax, pagherebbe soltanto l'1%, cioè 25 euro. Una risparmio complessivo di circa 550 euro l'anno, poco più di 45 euro al mese. Di contro, chi riceverà degli aumenti più bassi, avrà dei benefici scarsi, di poche decine di euro.