Berlusconi

Il governo corre ai ripari e cerca di mettere un argine alla speculazione finanziaria che sta minacciando il Paese. Nella conferenza stampa inaspettatamente convocata per ieri sera, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti hanno tracciato la via per uscire fuori dal pantano. In primis bisognerà raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 e non nel 2014 come stabilito inizialmente dalla manovra finanziaria; largo poi all'introduzione del vincolo di equilibrio dei conti nella Costituzione, alla riforma del mercato del lavoro e alla modifica dell'articolo 41 della Costituzione sulla libertà d'impresa. Ma non ci sarà, ha rassicurato Tremonti, alcuna manovra bis: si tratterà solamente di anticipare le misure già previste, dato che "è come se in una settimana fosse cambiato il mondo".

CONFRONTO COI LEADER DEGLI ALTRI PAESI- Nella giornata di ieri, Berlusconi s'è confrontato con Barack Obama e con gli altri premier europei sui temi della crisi mondiale, illustrando loro il progetto dell'esecutivo italiano per tranquillizzare i mercati finanziari, decisamente irrequieti nei confronti del Bel paese. Nello specifico la cancelliera tedesca Angela Markel avrebbe avuto un ruolo fondamentale nel vincere le ultime resistenze di Berlusconi sull'anticipo della manovra: la Germania avrebbe infatti garantito il suo appoggio all'Italia solamente se questa avesse optato per il raggiungimento del pareggio nel 2013 invece che nel 2014.  Ma il Cavaliere rivendica la paternità della decisione, assunta a suo dire senza tener conto delle raccomandazioni e delle pressioni esterne: "Siamo governati dalla Bce? Non credo. Rispondiamo all'emergenza dei mercati che non sono governati da nessuno, nemmeno dagli speculatori, che hanno una vita indipendente dai Paesi"- ha dichiarato.

4 PILASTRI- Il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha spiegato che l'azione di governo sarà calibrata su 4 pilastri: due riguarderanno i conti pubblici, due invece la crescita. Per quanto riguarda i conti pubblici verrà introdotto nella Carta l'obbligo di pareggio e verrà anticipato al 2013 il pareggio di bilancio; per quanto concerne la crescita, poi, si agirà sul mercato del lavoro e sulla "madre di tutte le liberalizzazioni" (modifica dell'art. 41 della Costituzione).