L’evento sportivo di Vannacci pieno di richiami al fascismo: “Il Ventennio avvicinò la società allo sport”

Roberto Vannacci ha lanciato un evento sportivo a Sanremo: tre giorni di corsa, nuoto e ciclismo con i sostenitori, per "promuovere lo sport". E quali sono i valori dello sport, per il generale? Uno su tutti è "il rigore", "lo stesso rigore che dovremmo implementare nella vita", ha detto ai giornalisti. Inevitabile – come sa lo stesso Vannacci – fare dei parallelismi con i Littoriali dello Sport, eventi di propaganda organizzati dal regime fascista dal 1932 al 1942. E infatti le domande sono arrivate, e l'eurodeputato ha risposto con la solita ambivalenza: "Non mi ispiro a Mussolini", ma "non vedo perché bisogna criticare tutto quello che è successo ottant'anni fa". Quando, anzi, l'attività sportiva
L'evento era stato lanciato solo pochi giorni fa, sui social, con una locandina – evidentemente generata con intelligenza artificiale – che riportava lo slogan "Mens sana in corpore sana" e invitava a "La tre giorni dei futuristi senza compromessi". La prima giornata ha visto un tratto in bici (molti dei partecipanti, va detto, usavano la pedalata assistita), poi uno di corsa e infine di nuoto. Non molto alto il numero di partecipanti partiti in bicicletta, molto più basso quello che ha completato tutte e tre le "sfide", dove Vannacci si è sempre messo in prima fila.
La teoria di Vannacci: "I giovani che fanno sport non vanno a fare i maranza"
Il generale indossava una maglietta azzurra con il logo di Europe of Sovereign Nations, o ESN, il gruppo di cui fa parte al Parlamento europeo, finito sotto indagine per verificare che rispetti i requisiti richiesti per essere un partito europeo. Quando si è fermato per rispondere alle domande dei giornalisti, innanzitutto Vannacci ha voluto chiarire la sua idea: "I giovani fanno sport, la sera non vanno a fare i maranza in giro e a far parte delle baby gang, perché il giorno dopo c'hanno allenamento". Una teoria sociale non particolarmente sviluppata, come d'altra parte il programma di Futuro nazionale, che da settimane è "in fase di definizione".
Lo sport e il fascismo: "C'erano aspetti positivi, non mi ispiro a Mussolini ma a Grecia e Roma"
Poi, come era scontato, qualcuno ha chiesto dei parallelismi fascisti: "Che ci sia del rigore nello sport è verissimo, chiunque fa sport sa che c'è del rigore, che è lo stesso rigore che dovremmo implementare nella vita", ha iniziato Vannacci. Quindi, ha proseguito, "non vedo perché bisogna fare il riferimento a quello che era stato implementato nel Ventennio". Implementato, sottolinea, "probabilmente anche con certi aspetti positivi", perché "ha portato anche a una società più vicina all'attività sportiva".
Il generale, che conosce bene il suo elettorato, si è guardato bene dal prendere le distanze con i richiami al fascismo: "Non mi ispiro a Mussolini", ha detto, ma nella stessa frase ha aggiunto: "Non vedo perché bisogna criticare tutto quello che è successo ottant'anni fa. All'epoca c'era una forte attenzione allo sport come elemento di crescita della società". Gli esempi, ha detto, non si trovano nel fascismo ma "possiamo guardare anche alla Grecia antica, a Roma".
Vannacci canta Bella ciao e dice no ai saluti romani
In serata, a Imperia, l'arrivo di Vannacci per un'iniziativa di partita è stata segnata da alcune contestazioni. I sostenitori del generale, in risposta, hanno fatto saluti romani e cori per Mussolini. Interpellato sulla questione, il generale ha preso le distanze – almeno in parte: "Io intanto non li ho visti", ha subito detto. "A ciò che ho visto ho detto di smettere". E ancora: "Io non ho mai fatto un saluto romano. Ci sono ottantadue anni di distanza tra me e il fascismo".
Poche ore prima, ancora a Sanremo, Vannacci si era addirittura lanciato contro "chi estremizza tutto". Invitato dai giornalisti, aveva anche cantato le prime note di Bella ciao. Affrettandosi subito a spiegare che in passato non si trattava di una canzone politicizzata. Se non per il fatto, verrebbe da sottolineare, che era cantata da partigiani antifascisti.
La battuta di Borghezio: "Fate la tessera di FN, finché è facoltativo"
I saluti romani, peraltro, non sono stati gli unici riferimenti al fascismo arrivati dai vannacciani. Stando a quanto riportato da Repubblica, anche un volto di spicco del partito come l'ex leghista Mario Borghezio ha preso parte all'inizio dell'evento sportivo e ha invitato a "farsi la tessera di Futuro nazionale, finché sarà facoltativa". Una ‘battuta' con un evidente richiamo al fatto che, durante la dittatura, divenne gradualmente obbligatorio tesserarsi nel Partito nazionale fascista.