Legge 104 e caregiver, le novità su permessi retribuiti, bonus mutui e turni di notte: chi ne beneficia

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A cura di Luca Pons
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Negli ultimi mesi sono arrivate diverse novità che interessano i beneficiari della legge 104, ovvero persone con disabilità e caregiver che se ne prendono cura. Semplificate le norme sui giorni di permesso; allargata la possibilità di accedere al bonus mutui per la prima casa; aumentate le persone che possono richiedere l’esonero dai turni di notte e la reperibilità.

Nel 2026 le regole per i beneficiari della legge 104 sulla disabilità sono già cambiate, e altre novità sono arrivate nel corso delle ultime settimane. La normativa, che risale al 1992, stabilisce quali sono i benefici rivolti alle persone con disabilità e ai cosiddetti caregiver, cioè familiari o conviventi che si prendono cura di loro.

Si va dalla possibilità di maggiori permessi retribuiti a congedi straordinari fino a due anni, dalla scelta della sede di lavoro all'esonero dai turni di notte e dalla reperibilità. Le novità principali arrivate di recente riguardano due di questi temi – i permessi e l'esonero dalla reperibilità – e un terzo, il bonus mutui per la prima casa.

Bonus mutuo per la prima casa agevolato

Ora le persone con disabilità grave possono accedere con priorità al Fondo di garanzia mutui prima casa. Si tratta del cosiddetto bonus mutui con cui lo Stato si impegna a fornire la garanzia per un prestito dalla banca. Il fondo in questione è gestito dal ministero dell'Economia, insieme a Consap. Ci sono delle categorie di persone che hanno la priorità per accedere alla garanzia, e dal 3 agosto sono incluse anche le persone con disabilità grave e coloro che vivono da almeno due anni con un parente stretto (figlio, sorella o fratello) che abbia una disabilità grave.

È stato il decreto Piano casa, varato a maggio dal governo Meloni e poi convertito in legge a luglio dal Parlamento, a portare questo cambiamento. Restano comunque tutti i limiti della misura. Innanzitutto si tratta di una garanzia per il mutuo, e non di un contributo; può agevolare le pratiche ed evitare di dover pagare una grossa somma iniziale, ma non riduce il peso del mutuo in sé. La garanzia può coprire fino al 50% del prestito, percentuale che va all'80% per chi ha un Isee sotto i 40mila euro. Sono inclusi solamente i mutui fino a 250mila euro.

Più libertà sui permessi retribuiti per gli statali

Un'altra novità riguarda i permessi retribuiti a cui hanno diritto i caregiver secondo la legge 104. Questo cambiamento non è legato al Piano casa, e neanche alle nuove regole sulla legge 104 che sono entrate in vigore all'inizio dell'anno e che hanno aumentato i permessi disponibili per le visite mediche.

Si parla, invece, di una categoria specifica: i dipendenti statali cha lavorano nelle amministrazioni centrali (quindi con il contratto collettivo Funzioni centrali), come i ministeri. E in particolare per quei casi in cui due dipendenti si prendono cura della stessa persona con disabilità.

Per loro, il contratto collettivo permette di utilizzare fino a 18 ore al mese di permesso. Ma, per come erano interpretate le regole in passato, i due dipendenti non potevano utilizzare il permesso nello stesso giorno. A luglio invece l'Aran (l'agenzia che rappresenta lo Stato nelle trattative per i contratti collettivi) ha chiarito con una circolare che non è così.

Adesso, quindi, i due o più dipendenti coinvolti possono prendersi il permesso nello stesso giorno, purché sia in orari diversi. Ad esempio, uno può essere libero alla mattina e l'altro al pomeriggio. Resta comunque vietato, invece, avere il permesso retribuito nello stesso giorno e alla stessa ora.

Attenzione: come detto, questa novità riguarda solamente il contratto collettivo dei dipendenti statali delle Funzioni centrali. Per tutti gli altri, quindi, che si tratti di dipendenti pubblici degli enti locali o di lavoratori nel settore privato, le regole non cambiano.

Per rifiutare i turni di notte non serve la disabilità grave

Infine, c'è il diritto dei beneficiari della legge 104 a non effettuare turni di notte o essere messi in reperibilità. Su questo punto, il 16 giugno si è espressa la Corte di Cassazione, in particolare con la sezione Lavoro civile, con l'ordinanza numero 20229 firmata dalla presidente Margherita Maria Leone.

I giudici hanno ribadito un principio che era già stato fissato nel 2023, e che ora ha ancora più forza: tutti coloro che sono considerati caregiver ai sensi della legge 104 hanno diritto a rifiutare i turni di notte e la reperibilità. Se hanno un parente con disabilità a carico, non serve che la disabilità sia considerata "grave" ai sensi della legge. Anche in questo caso, attenzione alle specifiche: si deve trattare comunque di disabilità riconosciuta, non basta l'invalidità civile.

Come detto, è un criterio già chiarito in passato dalla Cassazione, ma che non tutti i datori di lavoro rispettano. D'altra parte, una sentenza non vale quanto una legge. Con questa conferma, però, sembra evidente che le aziende che non rispettano questo requisito vanno incontro a una probabile sconfitta in tribunale se il dipendente decide di fare causa.

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