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Pensioni, trattenute Inps fino a un quinto dell’assegno: chi deve pagare e da quando

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A cura di Luca Pons
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L’Inps avvia le trattenute fino a un quinto degli assegni per i pensionati statali che risultano aver ricevuto somme in eccesso nel 2024, tramite la quattordicesima o la pensione ai superstiti. Per gli interessati, che riceveranno un avviso entro la fine dell’anno, il taglio dell’assegno scatterà tra dicembre e gennaio. L’importo potrà essere diviso in fino a 60 rate.

L'Inps ha annunciato che alcuni pensionati subiranno una trattenuta sul proprio assegno – un quinto dell'importo netto totale – perché in passato hanno ricevuto importi più alti del dovuto. La misura riguarda i pensionati della Gestione pubblica (quindi ex dipendenti pubblici) che nel 2024 hanno avuto una somma troppo elevata con la quattordicesima mensilità, oppure con la pensione ai superstiti.

Ora che i controlli sui redditi si sono conclusi (mentre chi non ha inviato i dati è stato sollecitato con un taglio dell'assegno), in una circolare apposita l'Istituto ha fatto sapere le tempistiche. Le trattenute scatteranno a dicembre 2026 per quanto riguarda la quattordicesima e a gennaio 2027 per la pensione ai superstiti. La somma da recuperare potrà essere divisa in fino a 60 rate mensili, se necessario.

Chi subisce la trattenuta Inps di un quinto della pensione

I pensionati interessati sono innanzitutto quelli iscritti alla cassa previdenziale della Gestione pubblica, quindi coloro che hanno lavorato come dipendenti pubblici. Per tutti gli altri, privati e autonomi, non c'è di che preoccuparsi.

Tra gli statali, l'Inps ha verificato le dichiarazioni dei redditi inviate nel 2024, quindi relative alle entrate del 2023. Si tratta dei guadagni sulla base dei quali erano state calcolate, all'epoca, la quattordicesima mensilità e la pensione ai superstiti (che è cumulabile solo entro certe soglie con il reddito di chi la riceve).

Se dai controlli risulta che, nel 2024, l'Istituto aveva erogato una somma troppo alta, allora il pensionato è tenuto a restituirla. Gli interessati saranno avvisati con una PEC, per chi ce l'ha, oppure con una raccomandata con avviso di ricevimento, quando il recupero delle somme inizia, ovvero a dicembre. La scadenza massima entro cui l'Inps è tenuto ad avvisare i pensionati è il 31 dicembre 2026.

Quanto vale il taglio dell'assegno e quanto dura

Per chi si ritrova con un debito nei confronti dell'Istituto scatta una trattenuta che è pari a un quinto dell'importo della pensione. Si parla dell'importo al netto delle ritenute IRPEF. E in ogni caso viene garantito il trattamento minimo, pari a 611,85 euro: nel cedolino non si può scendere sotto quella soglia.

Dunque, l'assegno netto della pensione sarà ridotto del 20%. La durata delle trattenute dipenderà dalla somma complessiva che bisogna restituire: si può dividere in fino a 60 rate, se necessario. Le strutture territoriali dell'Inps, comunque, possono contattare direttamente il pensionato e stabilire un piano di pagamenti di verso, a patto che poi abbiano l'autorizzazione dell'ufficio centrale.

Ci può anche essere una situazione in cui l'importo della pensione del debitore non è sufficiente per recuperare il debito. In quel caso l'Inps può decidere di sottrarre i soldi da un eventuale altro trattamento pensionistico della stessa persona, sempre a carico della Gestione pubblica. Se questa opzione non c'è, o il debito risulta comunque non saldato, si può invece procedere con una Avviso di pagamento tramite PagoPA. In più, anche in questo caso gli uffici territoriali hanno un certo margine di discrezionalità per concordare altri metodi di pagamento.

Quando scattano le trattenute

Come detto, gli avvisi dell'Inps arriveranno entro il 31 dicembre 2026. Entro 30 giorni dal momento in cui l'avviso viene ricevuto, si può decidere di contattare l'ufficio locale dell'Inps per contestare il taglio dell'assegno. In questo caso, è necessario inviare la documentazione che può dimostrare che c'è stato un errore, e che non c'è nessun debito nei confronti dell'Istituto.

In caso contrario, partiranno le trattenute. Per chi ha avuto una somma troppo alta nella quattordicesima, la trattenuta di un quinto dell'assegno scatterà da dicembre 2026. Per chi invece ha ottenuto troppi soldi con la pensione ai superstiti, che non era cumulabile, il taglio avrà il via dal cedolino di gennaio 2027.

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