Attentato Ranucci, s’indaga sugli affari in Africa di Lavitola: esame su mail e un’intervista al giornalista
L’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci commissionato da Valter Lavitola lo scorso 16 ottobre potrebbe allargarsi con un nuovo filone che riguarda gli affari dell’imprenditore in Africa e, in particolare, il business legato ai crediti di carbonio. Gli investigatori stanno infatti vagliando un’intervista rilasciata dall’ormai ex conduttore di Report il 26 giugno a Kenneth Nyangani, un giornalista dello Zimbabwe del quotidiano The Standard. Sembra che fu Lavitola a suggerire a Nyangani di intervistare Ranucci.
L'intervista cancellata dal sito
Secondo quanto riportato da Nyangani, avrebbe parlato con Lavitolain videochiamata a giugno. L’intervista che il giornalista aveva fatto a Ranucci riguardava una presunta inchiesta di Report su alcuni imprenditori italiani attivi nel mercato dei crediti di carbonio in Zimbabwe, alcuni dei quali avevano dichiarato di essere stati truffati da un partner locale. Ranucci stesso avrebbe anticipato a Lavitola i contenuti di quell’intervista, che è stata poi cancellata dal sito di The Standard dopo che il TG1 l'aveva trovata e ne aveva dato notizia. Il pubblico ministero potrebbe decidere di acquisire formalmente l’intervista e la mail che Ranucci aveva mandato a Lavitola e aprire un nuovo filone d’inchiesta che riguarda gli affari dell’imprenditore in Africa.
Lavitola di nuovo in carcere
Valter Lavitola è un faccendiere e un personaggio noto da anni nel mondo della politica e della cronaca giudiziaria. Dopo un passato nell’area socialista si era avvicinato a Forza Italia ed era diventato molto vicino a Silvio Berlusconi. Negli anni è finito al centro di diverse inchieste, dalla tentata estorsione ai danni dello stesso Berlusconi alla compravendita dei senatori, fino ai fondi dell’Avanti! e agli affari a Panama. Per alcune di queste vicende è stato condannato e ha passato diversi anni in carcere.
Il rapporto tra Ranucci e Lavitola
Lavitola è anche una persona molto amica di Ranucci. I due si conoscono da anni. Inizialmente era una fonte del giornalista, con cui poi, con il tempo, è entrato in confidenza. Incredibilmente, dopo l’arresto degli esecutori materiali dell’attentato avvenuto davanti casa di Ranucci lo scorso 16 ottobre, si è scoperto che sarebbe stato proprio Lavitola a commissionare l’attentato all’insaputa di Ranucci, che mai si sarebbe immaginato che fosse stato proprio l’amico a decidere di organizzare quell’azione. Lavitola, da parte sua, dopo aver ammesso di essere il mandante, ha dichiarato di averlo fatto per il bene di Ranucci e per fargli aumentare la scorta, perché riteneva che fosse in pericolo. Una versione che appare quantomeno assurda e alla quale gli investigatori non credono molto, pensando che ci sia qualcosa di più dietro.