Le targhe personalizzate più ambite messe all’asta per il miglior offerente: l’ipotesi del governo per fare cassa
La gara per aggiudicarsi una targa personalizzata particolarmente ambita potrebbe diventare una vera e propria asta, almeno per i primi tre mesi. Tra le ipotesi del governo Meloni per il nuovo sistema di targhe personalizzabili inserito nella manovra 2027 (già formalmente approvata ma concretamente ancora da scrivere) c'è infatti quella di un sistema di aste che permetta di di ottenere, facendo l'offerta più alta, la targa desiderata. In questo modo, i prezzi potrebbero lievitare ben oltre i 600 euro previsti dalla legge.
L'ipotesi dell'asta per le targhe personalizzate per tre mesi dopo il lancio
La riforma delle targhe prevede che un contrassegno personalizzato, richiesto alla Motorizzazione, costi 600 euro per le auto e 360 euro per le moto. Una somma importante, che permetterà allo Stato di fare cassa (quanti saranno davvero i proventi, dipenderà dalla volontà degli italiani di investire su una targa personale) a partire dal 2028.
La norma era contenuta nella riforma del Codice della strada varata dall'esecutivo il 13 ottobre, ma Giorgia Meloni ha confermato che sarà spostata nella legge di bilancio. E, stando a quanto ha appreso Fanpage.it, in ambienti di governo si sta ipotizzando un piano per aumentare ulteriormente gli incassi e risolvere le prevedibili dispute.
È facile immaginare, infatti, che alcune targhe specifiche verranno richieste da più di un cittadino, non appena sarà possibile. Basta pensare a una targa che esprima il tifo per una squadra di calcio, o un riferimento a film o serie tv popolari, e così via. Cosa succede se diverse persone richiedono la stessa?
Normalmente, il primo che arriva verrebbe soddisfatto e tutti gli altri dovrebbero rinunciare. Tuttavia, nei primi mesi in cui sarà in vigore la misura, non si può escludere che ci sarà una ‘corsa' per aggiudicarsi alcuni contrassegni. La soluzione sarebbe una vera e propria asta: un meccanismo, ancora tutto da definire con i decreti attuativi, per aprire le offerte su una specifica targa e, alla fine, assegnarla a chi ha proposto la somma più alta. Il vantaggio sarebbe che gli autisti, invece di restare delusi perché la loro idea è già stata presa da qualcun altro, potrebbero provare a ottenerla superando le offerte degli altri. E anche le somme incassate dallo Stato, inevitabilmente, salirebbero.
Il mercato delle aste di targhe non è inedito. Nel Regno Unito non è possibile decidere una combinazione in autonomia, ma una targa specifica può essere messa all'asta. Negli Emirati Arabi Uniti, le targhe più brevi sono considerate uno status symbol e proprio per questo possono essere battute per milioni o decine di milioni di euro. L'Italia, però, potrebbe essere l'unico sistema in cui una targa nuova, decisa dagli autisti, viene messa all'asta.
Perché la targa personalizzata costa così tanto
Il prezzo per personalizzare la targa è del tutto arbitrario, deciso da ciascuno Stato che concede questa possibilità. Per esempio, in Belgio la tariffa è di ben 1.030 euro e in Finlandia di 1000 euro, mentre in Estonia se si vuole un formato diverso da quello ordinario si può arrivare a spendere 1.540 euro e in Lituania il tetto è fissato a 2.500 euro.
Dall'altra parte dello spettro, però, sempre restando in Europa ci sono Paesi decisamente più economici dell'Italia. In Austria, il costo è di 235 euro. In Germania per avere una targa personalizzata si paga semplicemente un sovrapprezzo di 12,80 euro rispetto a quello di una targa normale.