La replica di Schettini: “Precariato duro, ma ai colleghi dico di non farsi mortificare da questo periodo”
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Nell'ultima puntata della newsletter di Fanpage.it dedicata alla scuola, ‘La Nostra Scuola', ci siamo occupati del tema del precariato, una questione particolarmente sentita dai docenti soprattutto in questo periodo, quando stanno per ripartire le lezioni e in molti attendono di sapere se e dove potranno lavorare quest'anno.
Per farlo siamo partiti da una frase o meglio da un invito fatto dal noto prof-influencer Vincenzo Schettini ai suoi colleghi ancora precari, un augurio per il nuovo anno scolastico: "Non state a fissarvi con questa cosa (del precariato ndr) per favore, godetevi il mestiere". La frase, che fa parte di un'intervista più ampia, uscita su Orizzonte Scuola a ottobre 2025 e poi rilanciata negli ultimi giorni, ha fatto arrabbiare molti docenti, che hanno accusato Schettini di aver affrontato il tema con troppa leggerezza.
Il prof, noto per il canale Youtube La Fisica che ci piace che conta quasi un milione di iscritti, in quella stessa intervista ha raccontato di aver attraversato anche lui il calvario del precariato prima di ottenere un contratto a tempo indeterminato, e di non volere pertanto in alcun modo sminuire i sacrifici dei colleghi. Quella dichiarazione è arrivata a valle di un ragionamento più articolato, in cui l'insegnante e creator ha detto sostanzialmente che lo Stato non fa abbastanza per risolvere il problema, che resta un'esperienza molto dura per chi lavora a scuola, senza tutele né diritti.
"Mi rendo conto che, presa da sola, la frase ha rovesciato il senso di quello che avevo detto ma la mia posizione sul precariato nell'istruzione è chiara, emerge dalla visione del video e non è né di romanticizzazione né di rassegnazione", ha scritto in un commento sulla pagina Instagram del nostro giornale. "Dire non abbandoniamo l'insegnamento nonostante le difficoltà è un invito a non lasciare che le storture di un sistema vincano sul nostro percorso di insegnanti". Su Fanpage.it ha poi replicato alle critiche ricevute, ribadendo la sua posizione.
In una lunga video-intervista che hai rilasciato quasi un anno fa, in cui affrontavi diversi temi, dall’uso del digitale in classe all’eccesso di burocrazia a scuola, fino alla piaga del precariato, hai lanciato un messaggio di incoraggiamento ai tuoi colleghi ancora precari. Eppure per quel messaggio hai ricevuto critiche. Cosa è successo?
Nel chiudere l’intervista e nel fare l’in bocca al lupo io ho solo augurato ai colleghi di non farsi mortificare da questo periodo complicato e di godersi il mestiere, come quando nella vita ci impegniamo ad andare avanti pur in presenza di difficoltà che certo si deve provare a risolvere.
Mi rendo conto che, presa da sola, la frase ha rovesciato il senso di quello che avevo detto ma la mia posizione sul precariato nell’Istruzione è chiara, emerge dalla visione del video e non è né di romanticizzazione né di rassegnazione: ho descritto, anche in quell’intervista, come un periodo duro per tutti noi docenti, una questione annosa che lo Stato non accenna a risolvere, una fase di grande incertezza per il mondo dell’Istruzione tutta. Dire non abbandoniamo l’insegnamento nonostante le difficoltà è un invito a non lasciare che le storture di un sistema vincano sul nostro percorso di insegnanti.
In molti comunque hanno forse interpretato male le tue parole, forse perché considerate poco empatiche nei confronti di chi ancora fa fatica ad arrivare a fine mese e vive nell’incertezza. Puoi spiegarci meglio cosa volevi dire e perché pensi di essere stato frainteso?
Tornando a quello che dicevo prima, il precariato come tutte le esperienze difficoltose nella vita vive nell’incertezza, ed è una cosa che è difficile da affrontare. Ecco perché ho voluto chiudere con un messaggio positivo.
Anche tu hai dovuto attraversare nel tuo percorso lavorativo il problema del precariato. Qual è secondo te il modo migliore per fare rumore e tenere accesi i riflettori sulla questione?
Continuare a far sentire la nostra voce: dopo l’immissione in ruolo non bisogna dimenticarsi di quel periodo duro che abbiamo attraversato tutti. Ogni volta che questo tema torna, non bisogna lasciarlo andare così ma bisogna far sentire la propria presenza attraverso dei gesti concreti, discutere, non far cadere il tema come se fosse qualcosa di leggero.