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Opinioni
Elezioni politiche 2018
8 Marzo 2018
16:40

La bufala del finto modulo Inps per chiedere il reddito di cittadinanza

Su Whatsapp in queste ore sta circolando un finto modulo dell’Inps per richiedere il reddito di cittadinanza proposto dai 5 Stelle, misura che chiaramente ancora non esiste. Il modulo a prima vista sembra reale, ma in realtà a un’attenta lettura sono numerosi gli elementi satirici presenti nell’immagine che svelano la burla.
A cura di Charlotte Matteini
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Il reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 Stelle e considerato il volano di queste elezioni politiche continua a far discutere. Dopo la notizia relativa alle lunghe code di cittadini di Giovinazzo interessati a richiedere la misura subito dopo la vittoria del Movimento di Luigi Di Maio, si torna a parlare di reddito di cittadinanza a causa di una bufala che sta girando su Whatsapp. Nel corso degli ultimi giorni infatti, su Whatsapp sta girando un finto modulo dell'Inps spacciato per il reale modulo da compilare e inviare all'Inps per richiedere il reddito di cittadinanza. Il modulo è chiaramente un fake, anche perché il reddito di cittadinanza non esiste ancora così come non esiste ancora alcun governo del Movimento 5 Stelle, che tuttalpiù potrà formarsi solo tra circa un mese, dopo le consultazioni e l'eventuale conferimento dell'incarico a Di Maio da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Nel modulo che sta circolando su Whatsapp si vede non solo il logo dell'Inps, ma si legge anche la dicitura "Per l'accesso al reddito di cittadinanza" e la richiesta di tutta una serie di dati comunemente richiesti dall'Istituto di previdenza sociale per l'erogazione di determinate prestazioni. A prima vista, il modulo potrebbe anche sembrare reale, visto che somiglia molto a quelli ufficiali dell'Inps, ma a una lettura più attenta in alto a sinistra si legge "Nun teng genio e fatica'", che tradotto dal dialetto campano significa più o meno "non ho voglia di faticare". Proseguendo nella lettura, alla sezione "dichiaro sotto la mia responsabilità" vengono elencate tre opzioni sarcastiche "di non lavorare, di non aver voglia di lavorare, di credere a Babbo Natale", segno che fa chiaramente capire che quel modulo in realtà è solo una burla.

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Milanese, classe 1987, da sempre appassionata di politica. Il mio morboso interesse per la materia affonda le sue radici nel lontano 1993, in piena Tangentopoli, grazie a (o per colpa di) mio padre, che al posto di farmi vedere i cartoni animati, mi iniziò al magico mondo delle meraviglie costringendomi a seguire estenuanti maratone politiche. Dopo un'adolescenza turbolenta da pasionaria di sinistra, a 19 anni circa ho cominciato a mettere in discussione le mie idee e con il tempo sono diventata una liberale, liberista e libertaria convinta.
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