Inps, nuovo errore su certificazioni uniche per 270mila pensionati: cosa si rischia e come verificare i dati

A poche settimane dal maxi-pasticcio che ha costretto l'Inps a rimettere mano ai documenti fiscali di due milioni di lavoratori in cassa integrazione o in Naspi, si apre un nuovo fronte che tocca da vicino la platea dei pensionati. L'Istituto nazionale di previdenza sociale ha infatti riscontrato un'anomalia tecnica in circa 270mila Certificazioni Uniche (Cu) destinate agli ex lavoratori, un disguido che rischia di complicare la campagna fiscale per la presentazione dei modelli 730.
Errore Inps sulle Cu, cosa è successo e chi sono i pensionati coinvolti
L'Inps ha di fatto commesso un nuovo errore nell'elaborazione dei documenti fiscali per l'anno 2026. Questa volta il problema non riguarda i disoccupati o i lavoratori in cassa integrazione, ma una platea di circa 270mila pensionati. A causa di questo disguido, i modelli di Certificazione Unica (Cu) inviati all'Agenzia delle Entrate e messi a disposizione dei cittadini contengono dati incompleti, che rischiano di sballare i calcoli del modello 730 precompilato proprio all'inizio della stagione delle dichiarazioni dei redditi.
Il problema dell'addizionale comunale e l'errore informatico
Il cuore del pasticcio risiede in un "bug" dei sistemi informatici dell'ente previdenziale. In 270mila documenti è rimasta completamente vuota la casella riservata all'addizionale comunale. Questa tassa locale è stata regolarmente trattenuta dall'Inps, mese dopo mese, direttamente dagli assegni mensili dei pensionati, ma il computer si è "dimenticato" di riportarla nel riepilogo fiscale finale. L'Inps ha ridimensionato l'allarme spiegando che, nella maggior parte dei casi, si tratta di cifre molto basse (sotto i 12 euro), una soglia al di sotto della quale il Fisco non fa scattare sanzioni o cartelle esattoriali.
Perché i disagi colpiscono anche gli eredi dei pensionati deceduti
C'è però un risvolto più delicato: una parte significativa dei pensionati coinvolti in questo errore informatico è deceduta di recente. In questi specifici casi, le complicazioni burocratiche si trasferiscono direttamente sulle spalle di vedove, vedovi o eredi legittimi. Saranno infatti i familiari a dover presentare la dichiarazione dei redditi per conto del parente scomparso, trovandosi a gestire la discrepanza dei dati e rischiando di dover correggere i moduli a mano o di subire ritardi nella chiusura delle pratiche fiscali e di successione.
Come funziona la correzione e quali sono i precedenti dell'Inps
L'Inps è già intervenuta per correggere l'anomalia in corsa, inviando i dati aggiornati all'Agenzia delle Entrate, che nei prossimi giorni sistemerà i 730 precompilati. Chi non ha ancora aperto il proprio cassetto fiscale troverà direttamente la versione corretta, mentre chi ha già scaricato il modulo dovrà fare attenzione a recuperare l'ultima versione aggiornata.
Per l'istituto si tratta però del terzo scivolone in pochi mesi: a fine marzo un errore sulle detrazioni aveva infatti gonfiato i cedolini di 20mila pensionati non aventi diritto (con somme fino a mille euro ora in corso di recupero), mentre a inizio maggio un codice errato nella "casella 718" aveva mandato in tilt le Certificazioni Uniche di ben due milioni di percettori di Naspi e cassa integrazione.