Imu e Tari, cambiano le regole su dichiarazioni e multe: le novità per i cittadini

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A cura di Luca Pons
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Un nuovo decreto del governo Meloni ha cambiato le modalità e le tempistiche per l’invio delle dichiarazioni su Imu e Tari, le imposte sulla casa e sui rifiuti. In più, cambiano le sanzioni per chi non invia la dichiarazione. Ecco quali sono le novità principali.

Per la dichiarazione Imu, si potrà usare esclusivamente il modulo telematico online. Per quella sulla Tari ci saranno solo 90 giorni di tempo, invece di poter aspettare fino al 30 giugno dell'anno successivo. Per entrambe le tasse, la multa in caso di omessa dichiarazione diventa meno pesante: il 100% dell'importo, mentre prima poteva oscillare fino al 200%. Sono alcune delle novità più importanti contenute nel decreto 147 del 2026, entrato in vigore il 12 agosto e ripubblicato il 4 settembre in Gazzetta ufficiale.

Le novità sulla Tari

Per quanto riguarda la Tari, la differenza principale rispetto al passato è che ci sarà meno tempo per inviare la dichiarazione. Finora, la scadenza era fissata al 30 giugno dell'anno successivo. Adesso, invece, ci sono solamente 90 giorni a disposizione.

La dichiarazione va inviata non solo quando si prende possesso dell'abitazione – ad esempio in caso di acquisto o di inizio del periodo di affitto – ma anche se ci sono elementi che possono cambiare l'importo della tassa sui rifiuti. Ad esempio, se cambia la superficie, oppure aumenta o diminuisce il numero di persone all'interno della famiglia: tutto questo ha un impatto sull'importo della Tari, e quindi va segnalato tempestivamente, entro 90 giorni dal momento in cui avviene la modifica.

Le novità sull'Imu

La dichiarazione dell'Imu si potrà effettuare solamente per via telematica online. Il decreto stabilisce che, per tutte le modifiche rilevanti che riguardano l'immobile, ci sarà un unico modello da compilare. Una semplificazione per i cittadini, perché non ci sarà più una schiera di moduli nazionali e locali da seguire.

Per l'Imu resta la scadenza del 30 giugno dell'anno successivo, per inviare la dichiarazione. Vale la pena di ricordare che questa non va effettuata tutti gli anni, se si tratta di un'abitazione: solo se ci sono cambiamenti che riguardano l'ammontare.

Un altro cambiamento a proposito dell'Imu tocca, invece, chi ha fatto ricorso contro le rendite catastali e si trova ad affrontare un contenzioso legale. Fino a quando non arriva la sentenza definitiva, l'Imu continuerà a essere calcolata in base alla rendita catastale registrata (quindi quella contestata). In questo modo, dovrebbero cancellarsi le incertezze: se alla fine risulta che quella era la rendita giusta, è tutto a posto; se invece la rendita era troppo alta, il cittadino potrà richiedere un rimborso al Comune entro il 31 dicembre del quinto anno dopo la sentenza. La stessa scadenza si applica se è il Comune a dover chiedere un risarcimento al cittadino. In questi casi si applicheranno gli interessi accumulati nel tempo, ma non le sanzioni.  

I nuovi importi delle multe per chi non manda la dichiarazione Imu o Tari

Il decreto introduce anche nuove regole sulle sanzioni legale a Imu e Tari. Per entrambe le tasse, fino alla fine dell'anno, la multa in caso di omessa dichiarazione può valere tra il 100% e il 200% dell'importo dovuto, con un minimo di 50 euro. Ad esempio, chi non ha pagato 300 euro di Tari può essere obbligato a versare, oltre alla somma dovuta, una multa che va da 300 a 600 euro. Dal 1° gennaio 2027, invece, l'importo della multa è fissato al 100% dell'Imu o della Tari dovute.

Per le dichiarazioni infedeli, oggi e fino alla fine dell'anno si paga una multa pari al 50-100% dell'importo. Questa percentuale dal 1° gennaio 2027 sarà abbassata al 40%, senza possibilità di variazione. Attenzione: dato che la misura non è retroattiva, le sanzioni sono ridotte solo per le mancate o omesse dichiarazioni dal 2027 in avanti.

Restano le possibili riduzioni per chi si rimette subito in regola. Chi invia la dichiarazione entro 90 giorni dopo la scadenza deve pagare solo un decimo della multa. La somma poi sale gradualmente con il tempo.

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