Imu e Tari, cambiano le sanzioni dal 2027: cosa succede a chi sbaglia o non presenta la dichiarazione
Dal 2027 cambiano le regole per chi non presenta la dichiarazione Imu e Tari, oppure la presenta con dati sbagliati. Si tratta dei tributi locali dovuti ai Comuni in base al possesso o all'utilizzo di immobili: l'Imposta Municipale Propria (Imu) e la Tassa sui Rifiuti (Tari). In alcuni casi, le sanzioni saranno più basse di quelle previste oggi.
La novità sta nel decreto legislativo del 7 agosto 2026, il provvedimento interviene su diversi aspetti dei tributi regionali e locali. Le nuove regole sulle sanzioni partiranno l'1° gennaio 2027 e riguarderanno le violazioni commesse da quella data in poi. Quindi non basta che un controllo arrivi nel 2027: per capire quale sanzione si applica bisogna guardare a quando è stata commessa la violazione. Per chi paga le tasse sulla casa e sui rifiuti, la modifica più evidente riguarda proprio le multe.
Se non presenti la dichiarazione Imu, la sanzione sarà del 100%. Oggi la multa prevista per l'omessa dichiarazione può andare dal 100 al 200% del tributo non versato. Con le nuove regole, dal 2027, non ci sarà più una forbice: la sanzione sarà pari al 100% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro.
Cambia anche il caso della dichiarazione infedele, cioè quella presentata ma con informazioni scorrette, che portano a determinare un'imposta più bassa rispetto a quella dovuta. In questo caso la sanzione passa dall'attuale intervallo tra il 50 e il 100% a una misura pari al 40% del tributo non versato, sempre con un minimo di 50 euro.
La stessa modifica viene introdotta per la Tari: anche qui, dal 2027, 100% in caso di dichiarazione omessa e 40%in caso di dichiarazione infedele, con il minimo di 50 euro. Le nuove percentuali valgono inoltre per l'imposta di soggiorno e il contributo di soggiorno, con le stesse misure previste per omessa e infedele dichiarazione.
Di quanto diminuiscono le sanzioni su Imu e Tari
Questo è uno dei punti più importanti per evitare equivoci. Le nuove sanzioni non si applicano automaticamente agli accertamenti fatti dal 2027. La norma stabilisce che le modifiche si applicano alle violazioni commesse a partire dal 1° gennaio 2027. Quindi, per una violazione commessa prima di quella data, continuano a valere le regole precedenti. C'è anche più spazio per le correzioni. Il decreto interviene anche sul ravvedimento, cioè sulla possibilità di mettersi in regola spontaneamente pagando il tributo dovuto, gli interessi e una sanzione ridotta.
La novità riguarda quindi anche i tributi regionali e locali, compresi quelli gestiti dai Comuni. In particolare, dal 1° gennaio 2027 viene applicata anche ai tributi locali la regola secondo cui, per il ravvedimento, non vale più in generale il blocco legato alla constatazione della violazione o all'inizio di accessi, ispezioni e verifiche, fermo restando il limite della notifica degli atti di liquidazione e di accertamento. In altre parole, un controllo già iniziato non chiude automaticamente la porta al ravvedimento per i tributi locali, secondo le condizioni previste dalla nuova disciplina.
È previsto inoltre il ravvedimento parziale: il contribuente può regolarizzare un versamento anche in modo frazionato, rispettando però i termini stabiliti dalla normativa.
Nessuna retroattività per violazioni precedenti al gennaio 2027
Cambia anche il modo in cui si presenta la dichiarazione Imu. Il decreto stabilisce che la dichiarazione dovrà essere presentata esclusivamente per via telematica, secondo modalità che saranno approvate con un decreto del ministero dell'Economia. La scadenza resta fissata al 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui è iniziato il possesso dell'immobile oppure sono intervenute variazioni rilevanti ai fini dell'imposta. La dichiarazione continuerà ad avere effetto anche per gli anni successivi, se non cambiano i dati che incidono sull'importo da pagare.
La nuova disciplina prevede anche che nel modello possano essere attestate le condizioni necessarie per ottenere alcune agevolazioni e che sia lo stesso decreto ministeriale a stabilire i casi in cui la dichiarazione deve essere presentata. Nel frattempo, fino all'entrata in vigore del nuovo modello, restano utilizzabili i modelli attualmente previsti.
Cambia la dichiarazione Imu, presentata solo online
Per la Tari cambia invece un termine che può interessare direttamente chi cambia casa, prende in affitto un immobile oppure modifica la propria situazione abitativa. La dichiarazione relativa all'inizio del possesso o della detenzione dei locali, e quella relativa alle variazioni, dovrà essere presentata entro 90 giorni dalla data in cui inizia il possesso o la detenzione, oppure dalla data in cui si verifica la variazione.
Tari, modifiche alla regola dei 90 giorni
C'è poi una modifica meno frequente, ma importante per chi ha una controversia sulla rendita catastale. Se l'Agenzia delle Entrate rettifica la rendita di un immobile e il contribuente impugna quella rettifica davanti alla giustizia tributaria, il Comune potrà accertare l'eventuale maggiore Imu legata alla differenza tra la rendita proposta e quella rettificata entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la sentenza sulla controversia catastale è passata in giudicato. La norma prevede, in questo caso, l'applicazione dei soli interessi legali.
La disposizione disciplina anche il caso opposto: se il contribuente ha versato più del dovuto, può chiedere il rimborso delle somme, che il Comune deve effettuare entro 180 giorni dalla presentazione della richiesta.
Le sanzioni per il deposito dei rifiuti in discarica
Cambiano anche alcune sanzioni per il deposito dei rifiuti in discarica. Il decreto interviene anche sul tributo speciale per il deposito in discarica e negli impianti di incenerimento senza recupero energetico dei rifiuti solidi. In questo caso viene eliminata la vecchia forbice dal 200 al 400% per l'omessa o infedele registrazione delle operazioni. La nuova disciplina prevede una sanzione del 200% per l'omessa registrazione e del 150% per l'infedele registrazione.
Viene inoltre aggiornato in euro l'importo della sanzione prevista per l'omessa dichiarazione o per la dichiarazione con indicazioni inesatte: la cifra passa a 100-500 euro.