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Il Senato ‘salva’ Paola Taverna dal tribunale: le sue dichiarazioni considerate insindacabili

L’Aula del Senato ha deciso che la senatrice del M5s Paola Taverna è insindacabile per le sue dichiarazioni su Mafia Capitale e non dovrà quindi rispondere di diffamazione in tribunale. Ribaltato il parere della Giunta per le immunità. Insieme a lei, ‘salvato’ anche il senatore del Pd Stefano Esposito.
A cura di Stefano Rizzuti
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Paola Taverna ‘salvata’, a sorpresa, dal Senato. L’assemblea di Palazzo Madama ha votato contro la proposta avanzata dalla Giunta per le immunità che aveva dichiarato ‘”sindacabili” le dichiarazioni dell’esponente del Movimento Cinque Stelle su Mafia Capitale. La Giunta aveva deciso che la Taverna avrebbe dovuto rispondere in tribunale ad una querela per diffamazione. L’aula ha però invertito la decisione e la Taverna è così ‘salva’.

Insindacabili anche le dichiarazioni del senatore del Pd Stefano Esposito che “offese” una manifestante No tav. In questo caso, però, la posizione dell’esponente Pd era stata considerata “insindacabile” dalla Giunta per le immunità. Le sue parole sono quindi state considerate espresse nell’esercizio della sua funzione di parlamentare.

Taverna era stata querelata dall’ex sindaco di Roma Ignazio Marino per alcune sue dichiarazioni su Mafia Capitale. Secondo la Giunta si trattava di opinioni non espresse da un membro del Parlamento nell’esercizio delle sue funzioni e per questo non rientravano tra le ipotesi di tutela previste dalla Costituzione per i parlamentari.

Nello specifico, Taverna aveva scritto un post su Facebook rivolgendosi a vari esponenti del Pd e affiancandoli a Salvatore Buzzi, tra i protagonisti principali dell’inchiesta della procura di Roma sul ‘Mondo di mezzo’. Il titolo di quel post era “Di Renzi, Marino, Poletti… canta Buzzi”. I parlamentari del Movimento Cinque Stelle, sia in Giunta che in Aula, hanno votato contro l’insindacabilità della Taverna. Maurizio Buccarella ha spiegato: “Non ha nulla da temere. Ma il M5s è coerente anche quando si tratta dei suoi esponenti”. Nonostante questo, l’Aula ha comunque deciso che le dichiarazioni della Taverna sono insindacabili e che quindi non dovrà essere sottoposta al giudizio del tribunale.

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