Mai come stavolta la questione è di una semplicità disarmante: questo Governo non ha voluto cancellare il reato penale di immigrazione clandestina. Al di là delle supercazzole e dei goffi tentativi di rimandare (ancora) la decisione, il dato di fondo è chiarissimo, inequivocabile: il Governo non ha esercitato la delega votata ad aprile 2014 (!) dal Parlamento e il ministro Orlando non ha inserito il decreto specifico nel pacchetto depenalizzazioni.

Dunque, resta in piedi un reato “inefficace, con una capacità limitata, se non nulla, di deterrenza” (parole e musica di Andrea Orlando, ministro della Giustizia). Resta così com’è un reato che “intasa le Procure” (Pansa, capo della Polizia), che “non ha senso, non serve e intasa i tribunali” (Renzi, Presidente del Consiglio), che “costa un sacco di soldi” (Savio, associazione studi giuridici immigrazione), che “ostacola solo le indagini” (Roberti, procuratore nazionale antimafia).

Perché ce lo teniamo, allora? Perché, come ci hanno spiegato Alfano e la Boschi, “spaventerebbe i cittadini”, che non capirebbero e si creerebbe tensione tra l'opinione pubblica. Questa è la linea ufficiale, che mi prendo la briga di tradurre in modo molto spicciolo: ce lo teniamo perché abbiamo paura di perdere i voti dei moderati, che per mesi e mesi abbiamo terrorizzato con lo spettro di una invasione imminente e che ora alle amministrative potrebbero scegliere chi gli promette maggiore sicurezza.

Troppo semplicistica come lettura? Forse, ma certamente più plausibile delle supercazzole di queste ore. Un esempio? “Se ne occupi il Parlamento”: ma ancora? Il Parlamento vi ha già dato la delega, ha già votato, e la Commissione Giustizia ha ribadito solo qualche mese fa la necessità di intervenire sulla materia.

Un altro esempio? “Forse si può arrivare a eliminare quel reato se si prepara bene il terreno, oggi non credo che sia giusto farlo”. Ma sul serio? Quindi ci si muove in base alla presunta maturità dell’opinione pubblica? E cosa si intende per “preparare il terreno”? E nel frattempo che "preparate il terreno", continuiamo a prendercela con dei poveracci rei di cercare in Italia un futuro migliore. Ottimo.

Un ultimo esempio? “Dobbiamo comunicare meglio il cambiamento”. Quindi non aboliamo un reato inutile e dannoso perché, nonostante l’appoggio del 99% dei media, non siamo in grado di spiegare agli italiani che la sola “trasformazione in illecito amministrativo del solo primo ingresso in Italia” (eh, perché di questo si tratta…altro che “cancellazione” del reato o “amnistia per i clandestini”) è una scelta di buonsenso ed equità?

Complimenti.