I leader del G7 hanno annunciato che doneranno un miliardo di dosi di vaccini anti-Covid ai Paesi più poveri: l'obiettivo è quello di "porre fine alla pandemia" entro il prossimo anno e la metà dei vaccini, quindi 500 milioni di dosi, arriveranno dagli Stati Uniti di Joe Biden. Si apre oggi, a Cabris Bay in Cornovaglia, il vertice che vede per la prima volta dopo due anni, i leader mondiali ritrovarsi in presenza. Si tratta anche del primo per Mario Draghi. Sul tavolo ci sarà l'argomento centrale della lotta alla pandemia di coronavirus, ma non solo: si discuterà della ripresa economica mondiale, di transizione ecologica e digitale, di parità di genere, di lotta al cambiamento climatico e di politica estera e sicurezza. È anche già stato annunciato che verrà presentata una richiesta all'Organizzazione mondiale della Sanità di intraprendere una nuova indagine sulle origini del Covid. La quale, chiaramente, porrà anche il tema del rapporto con la Cina

"Oggi gli occhi del mondo sono sulla Cornovaglia, mentre ci rincontriamo per il primo giorno del G7. La ripresa globale, la salute, il clima, lo sviluppo, la sicurezza. Abbiamo tre giorni per incontrarci e portare il cambiamento che la gente si aspetta. Per iniziare incontrerò i leader G7 dell'Ue, per coordinarci", ha scritto sui social la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Prima del vertice, infatti, von der Leyen e il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, si sono riuniti con Mario Draghi, Angela Merkel e Emmanuel Macron. Michel ha poi pubblicato su Twitter una foto che ritrae i leader Ue allo stesso tavolo, scrivendo: "Il multilateralismo è tornato al G7. L'Ue vuole assicurare che il mondo si vaccini il prima possibile. Solo insieme possiamo farlo sostenendo i nostri valori".

Il presidente del Consiglio Draghi, che oggi sarà anche il lead speaker nella prima sessione di lavoro dal titolo Building Back Better dedicata in particolare all'economia e alla giustizia sociale, nel pomeriggio terrà anche un incontro bilaterale con il primo ministro britannico Boris Johnson a margine del G7.