Siamo tutti sulla stessa barca, una barca che attraversa un mondo in cui “mancherà il lavoro”, ma possiamo ancora cambiare direzione e “l’unica rotta tracciata è quella di un reddito universale”. La metafora marittima è frutto di un post sul suo blog di Beppe Grillo nel quale i riferimenti principali – seppure mai citati – sembrano essere al futuro politico del Paese e al reddito di cittadinanza (o a una versione simile) proposto dal MoVimento 5 Stelle. Soli pochi giorni fa, peraltro, Grillo aveva parlato della necessità di un reddito di nascita. “Siamo all’alba di un nuovo mondo – scrive Grillo -, un mondo dove mancherà il lavoro, un mondo che, se non saremo stati noi a rendere meno disuguale, segnerà sempre più profondi confini tra chi ha e chi non ha”. Nonostante questo, secondo Grillo “siamo di fronte a una opportunità unica. Possiamo cambiare rotta. Sarebbe un bene per tutti. In fondo siamo sulla stessa barca, e l’unica rotta tracciata è quella di un reddito universale”.

Il ragionamento di Grillo ha i suoi presupposti nel film di Rudy Gnutti ‘The same boat’, citato dallo stesso fondatore del M5s nel post. “Alcune volte – esordisce Grillo – non riflettiamo sul fatto che in fondo siamo tutti sulla stessa barca, e questa barca punta sempre in avanti, inesorabile. Non possiamo fermarla, né rallentarla, possiamo però orientarla, decidere che direzione farle prendere. Se quello che ci attende è il domani, allora possiamo decisamente decidere che futuro avere. Ed è oggi che dobbiamo prendere queste decisioni. È di vitale importanza”.

Quello in cui viviamo, secondo Grillo, è un mondo “che vive di enormi paradossi: siamo capaci di costruire e ammassare enormi ricchezze, ma non sappiamo ridistribuirle al maggior numero di persone possibile. Alcuni buttano e gettano schifati, altri muoiono senza nemmeno i rifiuti da mangiare”. Da qui il fondatore del M5s prende spunto per parlare della mancanza del lavoro in questo nuovo mondo, a cui si può far fronte solo con un reddito universale.

Grillo si sofferma sull’opera di Rudy Gnutti, spiegando che l’obiettivo del regista è quello di mettere a confronto i diversi pensieri di economisti e filosofi su come possa essere il futuro dell’umanità in un mondo senza lavoro. Grillo cita gli autori intervistati nel film: Bauman, Atkinson, Latouche, Mazzuccato, Pepe Mujica, Brynjolffson e Gallegati. E si augura che le loro voci possano ispirare dibattiti e cambi di rotta. Ma la certezza su cui si basa Grillo è che la rotta la possiamo cambiare noi e siamo noi a poter dare la direzione, soprattutto in momenti particolarmente delicati come quelli che stiamo vivendo per la vita politica – mai citata da Grillo nel suo post – dell’Italia. “A noi il timone”, conclude.