Un post dal titolo eloquente: “Società senza lavoro”. È così che Beppe Grillo, fondatore del MoVimento 5 Stelle, propone l’idea di un reddito di nascita. “Una società evoluta – scrive sul suo blog – è quella che permette agli individui di svilupparsi in modo libero, generando al tempo stesso il proprio sviluppo. Per fare ciò si deve garantire a tutti lo stesso livello di partenza: un reddito, per diritto di nascita”. Un’idea che secondo Grillo serve per porre al centro della società l’uomo “e non il mercato”.

Grillo esordisce citando Dominique Méda, in un passaggio in cui parla delle società contemporanee che “si dichiarano fondate sul lavoro”. “Su questo mito dei tempi moderni – scrive ancora – si sono costruite ideologie e teorie, poi crollate di fronte alla crisi dell’occupazione delle società industriali avanzate. Il problema non è mai stato soltanto economico, tecnico o politico, né il lavoro è necessariamente il fondamento della società. Occorre una nuova riflessione critica per chiarire una questione che mette in gioco la libertà degli individui”.

Il garante del M5s parla di ciò che sente dire sulla crisi che va superata. “Penso – spiega Grillo – che questo non sia un periodo di crisi. Se lo fosse non durerebbe da più di dieci anni. Siamo di fronte a qualcos’altro. Questo si collega al fatto che tutti stanno cercando un qualcosa che non c’è. O meglio, non c’è più”. Il punto fondamentale secondo Grillo è il lavoro:

Per rispondere a questa crisi, per uscirne fuori, tutti cercano il lavoro. Ma siamo sicuri che il problema sia davvero il lavoro? Io penso di no. Il lavoro serve a produrre merci e servizi per soddisfare i bisogni dell’uomo. La nostra era è senza precedenti proprio per la sovrabbondanza di merci e servizi che abbiamo. Abbiamo una capacità produttiva che è di gran lunga superiore alle nostre necessità. Politici ed economisti si impegnano tutti a capire come produrre di più. Dobbiamo pagare il debito, gridano. Dobbiamo lavorare di più, essere più produttivi, tagliare la spesa improduttiva. Siamo condizionati dall’idea che ‘tutti devono guadagnarsi da vivere’, tutti devono essere impegnati in una sorta di fatica perché devono giustificare il loro diritto di esistere. Siamo davanti ad una nuova era, il lavoro retribuito, e cioè legato alla produzione di qualcosa, non è più necessario una volta che si è raggiunto la capacità produttiva attuale. Si vuole creare nuovo lavoro perché la gente non sa di che vivere, si creano posti di lavoro per dare un reddito a queste persone, che non avranno un posto di lavoro, ma un posto di reddito, perché è il reddito che inserisce un cittadino all’interno della società.