Mentre nel nostro Paese continuano ad aumentare i contagi di coronavirus, la scuola resta un tema centrale nel dibattito pubblico e politico. Mentre si parla di misure restrittive e provvedimenti anti-Covid, l'ultimo Dpcm del governo stabilisce un più ampio ricorso alla didattica a distanza (sempre integrandola con quella in presenza) per le scuole superiori proprio per limitare i contatti tra gli studenti. Sulla stessa linea anche alcune ordinanze regionali. Oggi la scuola è anche nel mirino dell'attenzione mediatica per il via al concorso straordinario che mette al bando 32mila posti per i docenti precari. Una prova che sia alcune voci dalla politica e dai sindacati avevano chiesto di rinviare a causa della situazione epidemiologica. Fanpage.it ha fatto il punto della situazione con la senatrice Bianca Laura Granato, capogruppo per il Movimento Cinque Stelle nella commissione Istruzione di Palazzo Madama.

Oggi parte il concorso straordinario per gli insegnanti e non sono mancate le polemiche. Sia alcune forze politiche che i sindacati hanno chiesto il rinvio, opzione alla quale lei si è sempre detta contraria. Perché?

Sono contraria perché rinviare il concorso avrebbe significato non farlo per niente. La situazione epidemiologica non è sicuramente una situazione di cui al momento si intravede una conclusione. Per cui bisogna trasformare questa situazione di emergenza in una situazione che è comunque gestibile con una programmazione adeguata. E che consente di mettere in cattedra dal 1° settembre 2021 personale qualificato, selezionato e finalmente stabile. Pensiamo che proprio oggi si è svolto un concorso per capotreno in Lombardia, nella provincia di Milano, con almeno 200 candidati all'interno di un'unica sala. Non si può fare strumentalizzazione politica da una parte, sul concorso dei docenti, e poi dall'altra operare in maniera totalmente difforme in comparti diversi. Sul concorso straordinario si è creata ormai una narrazione che è stata alimentata dalla politica e dai sindacati solo per consentire una raccolta di consensi sulla pelle della scuola italiana.

Quali sono le misure di sicurezza che saranno attivate da oggi fino al prossimo 16 novembre, quando si concluderà il concorso straordinario?

Le misure predisposte sono quelle che prevedono un massimo di dieci candidati per laboratorio. Ci sarà poi, chiaramente, la sanificazione delle mani e la verifica della temperatura all'ingresso. Poi i dispositivi di protezione individuale, quindi le mascherine, e anche i guanti. Più di questo…

Come funziona per chi si trova al momento in quarantena, ad esempio dopo un contatto con un positivo? Potrà comunque sostenere le prove o ne rimarrà escluso?

Chi è sottoposto a delle misure preventive di contenimento del contagio non può svolgere questa prova. Però comunque ci sarà un concorso ordinaria che avverrà immediatamente dopo quello straordinario. Non perderà quindi il treno, perché dopo questo ne passerà immediatamente un altro.

L'ultimo Dpcm, così come diverse ordinanze regionali, ha aumentato la didattica a distanza per le scuole superiori. Lei ha parlato di "violazione dei diritti degli studenti". Cosa significa?

Il diritto degli studenti alla frequenza, ad avere una relazione con il docente e anche a fruire con pari opportunità di apprendimento di una modalità didattica che sicuramente è più inclusiva di quella a distanza che rischia di lasciare fuori anche gli studenti che ad esempio hanno meno risorse economiche, oppure che semplicemente non hanno un livello di maturità tale per gestirsi a distanza in maniera responsabile.

Se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare, crede che serviranno altre misure per la scuola? In tal caso, di che tipo di misure si parla?

Io ritengo che a questo punto la scuola abbia dato effettivamente il massimo, in termini di programmazione, sia per la didattica in presenza, ma anche per quella integrata a distanza. Adesso noi riteniamo che quelli che dovrebbero programmare, effettivamente e seriamente, per poter mantenere le scuole aperte siano le Regioni. Che devono attuare dei protocolli di sicurezza sul trasporto locale e sui presidi sanitari idonei oppure a effettuare dei test sierologici rapidi su tutto il personale scolastico e sugli studenti, in modo da evitare periodi di quarantena e interruzioni del servizio. A questo punto ci vogliono dei supporti là dove le autonomie locali gestiscono la situazione.

Più volte lei ha chiamato in causa la questione trasporti indicandola come il vero problema per quanto riguarda i contagi tra gli studenti. Secondo lei ci sono state delle mancanze o dei ritardi da parte del ministero dei Trasporti?

Secondo me ci sono stati dei protocolli troppo generici. Prevedere semplicemente l'80% della capienza nei mezzi pubblici come soluzione rischia di essere superficiale e inadeguata come misura. Questa d'altra parte è stata la misura che la ministra ha concertato anche con la Conferenza Stato-Regioni, quindi non è solo la ministra De Micheli coinvolta in questo, ma anche le Regioni che poi avrebbero dovuto anche attivare dei protocolli per verificare che effettivamente questa percentuale fosse rispettata. Cosa che poi non mi sembra si sia sempre realizzata. Quindi è la mancanza di un'adeguata programmazione che crea l'emergenza. Ormai sappiamo qual è la situazione sanitaria: ora dobbiamo fronteggiarla con un'adeguata programmazione.