"Noi saremo molto responsabili e diciamo agli alleati che si può andare avanti, ma nessuno ricominci a mettere bandierine sulle proprie identità”: dopo una giornata ad alta tensione all’interno della maggioranza di Governo, con le scintille tra il premier Conte e il ministro Di Maio, a “Non è l’arena” su La7 è intervenuto il segretario del Pd Nicola Zingaretti, che intervistato da Massimo Giletti ha risposto ai vari leader politici e detto la sua sull’esecutivo. Per Zingaretti è il momento di smetterla di “piantare bandierine” sulle modifiche da apportare alla manovra, approvata dall’intera maggioranza in Cdm, perché il nostro è un “popolo paziente”. E il segretario dem ha aggiunto che “gli italiani sono stanchi, non sono dei coglioni” e “se si arrabbiano ci sarà una rivolta”. “Abbiamo fatto delle promesse – ha aggiunto – ora manteniamo gli accordi ". “Ero il più scettico sul governo ma ora bisogna essere coerenti”, ha detto ancora.

"Pd va avanti ma senza risultati prendiamo atto" – Secondo Zingaretti, dunque, il Pd farà di tutto per andare avanti e per dare stabilità “ma se non ci sono risultati, nel governo dobbiamo prenderne atto e dirlo agli italiani, e chi non ce l’ha fatta dovrà rispondere di questo”. “Se in questo governo qualcuno si illude che può dire che ‘siamo d’accordo ma poi fa polemiche – ha chiarito – l’interesse ad andare avanti viene meno. Non accetto un gioco a chi la spara più grande”. Zingaretti sulle polemiche nella maggioranza ha poi aggiunto: “Nessuno faccia il furbetto se vogliamo andare avanti insieme, ma non per occupare le poltrone. Se le condizioni non ci sono, lo si dica ed evitiamo di farci del male”. A fine intervista Giletti ha fatto entrare il secondo ospite di serata, il leader della Lega Matteo Salvini: quando l’ex ministro è entrato in studio tra i due segretari c’è stata una stretta di mano. Il conduttore ha approfittato del momento per proporre un confronto tra i due segretari.