Governo ancora diviso sui 14,9 mld di prestito Safe, Tajani: “Li useremo”, Crosetto frena: “Decideremo quanto”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato questa mattina che l'Italia ha deciso di utilizzare interamente i soldi di Safe, lo strumento messo a disposizione dall'Ue che fornisce prestiti fino a 150 miliardi di euro per aiutare gli Stati membri dell'UE ad aumentare gli investimenti nel settore della difesa, mediante appalti comuni. L'Italia ha già richiesto prestiti per un massimo di 14,9 miliardi di euro, ma sull'utilizzo di questi soldi restano le divisioni già emerse nella maggioranza.
Ad annunciare l'utilizzo del fondo europeo a disposizione è stato il vicepremier Tajani, durante il seguito dell’informativa parlamentare sugli esiti del vertice Nato di Ankara, che ha tenuto insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. Ma il vicepremier azzurro è stato smentito poco dopo dal ministro della Difesa, ed è stato costretto a correggere in parte il tiro. Mettiamo in fila i fatti.
Il regolamento che ha istituito il meccanismo Safe è entrato in vigore il 29 maggio 2025, e prevede la concessione di prestiti a lunga scadenza e a tassi agevolati per l'acquisto di armi, soprattutto da aziende e gruppi industriali europei, con l'obiettivo di aumentare le capacità militari dei singoli Stati. In pratica Bruxelles emette titoli europei e trasferisce le risorse agli Stati, che poi nel tempo hanno comunque l'obbligo di restituire questi soldi. Il ministro degli Esteri Tajani in audizione in un primo momento ha dichiarato: "Abbiamo deciso di utilizzare Safe, chiedendo un intervento di 14,9 miliardi. Entro la fine dell’anno formuleremo la nostra proposta, poi dirà l’onorevole Crosetto come investirli nell’anno successivo", facendo così intendere che il governo ha superato le perplessità mostrate dal ministro dell'Economia Giorgetti, che aveva fino ad ora rimandato la questione: "Il Parlamento a breve si esprimerà, darà un indirizzo al governo in materia di clausola e anche sull'uso del programma Safe".
Tuttavia dopo Tajani ha preso la parola il ministro della Difesa, che ha corretto la versione del titolare della Farnesina, spiegando che il programma Safe non comporta spese militari aggiuntive rispetto a quelle già previste nel bilancio italiano, ma rappresenta una possibile alternativa al finanziamento attraverso l'emissione di titoli di Stato.
Secondo Crosetto, il governo dovrà stabilire entro la fine dell'anno quanto di quei 14,9 miliardi ‘prenotati' dovrà utilizzare effettivamente. L'importo potrebbe essere di cinque, sei, sette oppure otto miliardi di euro, sulla base dei programmi già previsti dal ministero della Difesa. Le risorse europee verrebbero impiegate per finanziare capitoli di spesa già impegnati, sostituendo in parte il ricorso a Bot e Cct.
"Per come è stato impostato è uno strumento di finanziamento della spesa militare. Non aggiuntivo di quella prevista a bilancio. Per cui in Italia il Safe è un'alternativa. Io sento tutti parlare di Safe come se fosse la panacea di tutti i mali. È una scelta totalmente tecnica che faremo entro la fine dell'anno: sui 14,9 miliardi di cui parlava prima il ministro Tajani, quanto utilizzarne in modo tecnico in alternativa ai BoT e ai CcT, dal punto di vista della convenienza finanziaria. Saranno 5, 6, 7, 8 sulla base di quello che deciderà di fare il Ministero della Difesa", ha precisato.
Il ministero, ha aggiunto Crosetto, "prenderà quei capitoli che sono già impegnati e li spenderà sulle cose su cui sono impegnati utilizzando quel sistema di finanziamento. Per cui non è una scelta politica che rafforza o non rafforza l'Europa, è una scelta che è stata vista in modo tecnico. La scelta politica sarà lo scostamento di bilancio che voteremo, se voteremo a settembre, sullo 0,9 per la difesa e lo 0,6 per l'energia, perché quest'anno la procedura di infrazione ci consente di investire di più solo se faremo lo scostamento e in quel modo lo vedremo nel 2027-28. Quelle saranno scelte politiche sia sull'energia che sulla difesa. A oggi il Safe è una scelta puramente tecnica come finanziamento delle attuali spese della difesa", ha ribadito Crosetto.
Quando Crosetto parla di scostamento di bilancio, si riferisce ai circa 14 miliardi di euro che l'Italia avrebbe a disposizione nei prossimi tre anni, in deroga ai vincoli del Patto di Stabilità, per incentivare la transizione energetica. L'Ue da quest'anno ha acconsentito a estendere l'ambito di applicazione della Clausola nazionale di salvaguardia per la difesa, includendo anche misure che accelerino la transizione e l'uscita dalla dipendenza dai combustibili fossili.
Per quanto riguarda l'energia, l'Italia ha la possibilità di utilizzare fino allo 0,3% del Pil all’anno nel 2026, 2027 e 2028 per misure di resilienza energetica, con un tetto cumulativo dello 0,6% del Pil nell’arco dei tre anni.
A quel punto, poco dopo, Tajani ha corretto in parte le affermazioni fatte poco prima: "Sul Safe noi abbiamo prenotato 14,9 miliardi, quanti ne useremo lo decideremo a fine anno, probabilmente saranno di meno, come ha detto Crosetto forse sei-sette-otto o nove, non è che noi abbiamo detto che ne useremo 14,9, abbiamo detto ‘quello è il massimo di cui potremmo aver bisogno, poi quanti ne useremo lo decideremo, probabilmente saranno meno".
Dunque restano le distanze all'interno della maggioranza sul ricorso allo strumento, sintetizzate dalle parole del senatore della Lega Claudio Borghi: "Prendo atto con piacere delle precisazioni di Tajani sui fondi Safe. Non c'è nessuna decisione sul loro utilizzo o meno e deciderà il Parlamento sulla base dei dati di opportunità e convenienza", ha scritto su X, aggiungendo che "Prenotazione" dei 15 miliardi è, come è noto, solo una manifestazione di interesse". La Lega stessa interviene con una nota, ribadendo la linea più cauta: "Sull'uso dei fondi Safe l'ultima parola spetta al Parlamento".
Commissione Ue incalza l'Italia: "Su Safe acceleri"
"La posizione chiara della Commissione europea in merito al ‘Safe' e alla sua attuazione" è che "non abbiamo tempo da perdere", dice il portavoce della Commissione Ue Thomas Regnier rispondendo, nel corso del consueto briefing giornaliero, a una domanda su quanto affermato oggi dal ministro degli Esteri Antonio Tajani.
"Il Safe – sottolinea il portavoce della Commissione Ue -svolge un ruolo cruciale per la sicurezza dell'Europa, non credo sia necessario sottolinearlo ulteriormente. Lo vediamo quotidianamente in Ucraina", ma "permettetemi innanzitutto di chiarire una cosa: l'Italia è stato lo Stato membro che ha richiesto 14,9 miliardi di euro e l'Italia ha ricevuto da noi un budget approvato di 14,9 miliardi di euro. Ora, ciò che è importante per noi è passare rapidamente alla fase successiva. Nella situazione ideale, sicuramente vogliamo che l'Italia mantenga i 14,9 miliardi come annunciato oggi, e questo è uno sviluppo molto, molto positivo. Ora l'importante è procedere alla firma dell'accordo di prestito perché dobbiamo erogare i fondi per dare il via al progetto".