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8 Febbraio 2011
01:30

Gli avvocati di Beppe Grillo sosterranno i ragazzi arrestati ad Arcore

Beppe Grillo si offre di pagare le spese legali dei ragazzi arrestati ieri nel corso degli scontri ad Arcore dopo la manifestazione del Popolo Viola per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi.
A cura di Alessio Viscardi
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Beppe Grillo si offre di pagare le spese legali dei ragazzi arrestati ieri nel corso degli scontri ad Arcore dopo la manifestazione del Popolo Viola per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi. I due giovani si chiamano Giacomo Sicurello (23 anni) e Simone Cavalcanti (21 anni) sono stati rilasciati dopo una notte in carcere e dovranno ora sostenere un processo per direttissima. Sul blog di Beppe Grillo si può leggere un post intitolato “Dissociazione continua” nel quale il blogger si propone di provvedere alle spese legali per i due presunti “facinorosi” perché “i ragazzi avranno sbagliato, ma non possono essere lasciati a se stessi, dissociandosi da dietro un pc o una scrivania. I legali del blog contatteranno le famiglie”. La manifestazione del Popolo Viola ad Arcore era partita come un corteo pacifico, ma la situazione è precipitata quando i manifestanti hanno cercato di bloccare la strada davanti la residenza del Premier.

Il motivo di questa presa di posizione è chiarificato da Beppe Grillo: dopo mesi di martellante informazione condita di scandali sessuali e nessun futuro per i giovani, a rimetterci sono i ragazzi più sprovveduti. Loro si prendono le manganellate dei celerini per poi essere arrestati. L'ispiratore del Movimento 5 Stelle critica anche il Popolo Viola, che ha organizzato la manifestazione. Con questo clima di tensione nel paese, la manifestazione non poteva evolvere in un “lancio di caramelle e coriandoli” senza prevedere problemi con le forze dell'ordine. Ma Grillo non si dissocia da quanto è accaduto e si assume la responsabilità anche a nome dei ragazzi arrestati.

I due giovani sono stati scarcerati perché il loro comportamento durante la manifestazione non è stato ritenuto tanto grave da giustificare la custodia cautelare, tuttavia soltanto il processo per direttissima potrà stabilire se siano colpevoli di aver preso parte agli scontri contro la polizia. Simone Cavalcanti dichiara che esistono immagini che dimostrerebbero la loro estraneità agli atti di violenza: “Quando abbiamo capito che non potevamo arrivare alla villa abbiamo cercato di bloccare la strada e qui sono partite le cariche (…) Abbiamo addirittura restituito un manganello alle forze dell’ordine”.

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