Arrestati in Svizzera per la morte del figlioletto, chiesta la scarcerazione. L’avvocato: “Nessun maltrattamento”

Sono accusati di maltrattamenti, lesioni personali aggravate, elusione di un provvedimento del giudice e sottrazione e trattenimento di un minore all’estero Carmen Marotta e Vito Dolce, i due genitori arrestati e condotti in carcere per la morte del figlioletto di 7 mesi, avvenuta nel novembre del 2024. Le indagini sul decesso si sono chiuse e ora i due coniugi sono chiamati a rispondere di diverse accuse dopo l’arresto avvenuto in Svizzera, dove si erano trasferiti con la primogenita.
Con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari risultano indagati anche i nonni del bimbo. Per loro l’accusa è di sottrazione di minore: i due non avrebbero infatti affidato l’altra nipote agli assistenti sociali come richiesto.
Marotta e Dolce, rispettivamente dal carcere di Como e di Biella, si dichiarano innocenti e parlano di “incomprensioni con la giustizia”. Secondo i due, infatti, non vi sarebbero stati maltrattamenti sul figlio di 7 mesi e il trasferimento in Svizzera sarebbe avvenuto regolarmente in tempi “non sospetti” per le indagini, senza avere dunque intenzione di sottrarsi alla giustizia.
La coppia è difesa dai legali Leopoldo Catena e Lorenzo Sozio. I due avvocati hanno chiesto la scarcerazione di Marotta e Dolce, presentando un appello contro l’ordinanza del Gio di Novara che lo scorso 25 giugno aveva respinto la richiesta di revoca della misura cautelare della custodia in carcere. Gli avvocati chiedono che la custodia in carcere venga sostituita con la misura degli arresti domiciliari, anche con l'applicazione del controllo elettronico, in luoghi separati col divieto di comunicazione e il ritiro dei documenti validi per l'espatrio. L'udienza al Tribunale del Riesame di Torino si terrà venerdì 31 luglio.
“Respingono assolutamente le accuse mosse dalla Procura – spiega a Fanpage.it l’avvocato Catena -. Ho parlato con loro in carcere e negano assolutamente i maltrattamenti. Il bambino è arrivato in ospedale in arresto cardiocircolatorio, non si è parlato di lividi”.
Secondo quanto sostengono i genitori del bimbo, alcuni dei lividi comparsi sul corpo del piccolo sarebbero attribuibili a una manovra fatta dal padre per evitare che soffocasse dopo aver bevuto il latte materno. “Sono molto provati dal lutto e dall’esperienza del carcere – ha spiegato il legale – e non ci sono motivi per cui debbano restare lì, soprattutto perché hanno un’altra figlia minorenne”.
Di diverso avviso è però la Procura, secondo cui il bimbo aveva ecchimosi sulla spalla e sulla lingua, oltre che una macchia nell’occhio sinistro. Anche la clavicola sinistra risultava fratturata al momento dell’ingresso in ospedale. Secondo chi indaga, quelle lesioni sarebbero attribuibili a maltrattamenti ripetuti nel tempo, culminati poi con il decesso. La scarcerazione sarà discussa il 31 luglio.