Fakir, minacce di morte a Lepore: il sindaco di Bologna denuncia in Questura, per lui ipotesi scorta

Dopo l'attacco frontale ricevuto ieri dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, nel giorno in cui l'autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir ha rilevato un possibile quadro di asfissia da compressione e tracce di sangue nei polmoni, il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha risposto al Viminale con una nota stringata: "Attaccarmi non risolve i problemi di ordine pubblico". Il tema è ancora quello degli scontri che si sono verificati lunedì scorso a Bologna, dopo il presidio organizzato dal Comune alla presenza dei familiari del 42enne, morto durante un fermo della polizia al Pilastro.
Il titolare del Viminale ha scaricato tutta la responsabilità sul sindaco dem: "È stata convocata una piazza in maniera quantomeno inconsapevole. Un sindaco che convoca una piazza e sottovaluta cosa sarebbe potuto accadere ha un suo elemento di gravità", ha detto ieri Piantedosi a L'Aria che tira su La7. "Non dico che il sindaco debba chiedere scusa, ma prendere atto e fare una valutazione visto che sono stati aggrediti poliziotti e sfasciati elementi di arredo della città".
Matteo Lepore ha replicato così all'Ansa: "Dico al ministro Piantedosi: attaccare me, attaccare i sindaci non risolverà alcun problema di ordine pubblico, a Bologna come altrove. Al contrario: le istituzioni che si attaccano a vicenda danno forza a chi si oppone ad esse".
"Io continuo a mantenere la mia linea: le istituzioni devono essere unite davanti alle tragedie e devono isolare i violenti. Prendo atto che non c'è la stessa volontà da parte del Governo", ha aggiunto.
Non una parola del Viminale sulle migliaia di attacchi che Lepore sta ricevendo sui social, minacce di morte e insulti. Come anticipato dal Corriere e confermato da fonti del Comune a Fanpage.it, il sindaco ieri ha presentato in Questura una denuncia-querela per circa una decina di commenti molto pesanti, legati alla manifestazione per Abderrahim Fakir. Ora non è escluso che la Questura valuti nei prossimi giorni per il primo cittadino l'attivazione di una scorta leggera, un dispositivo di protezione e sorveglianza ridotta.
Altra questione è quella del presunto presidio convocato senza rispettare le procedure. Nei giorni scorsi è circolata la notizia dell'avvio di un'istruttoria da parte del Viminale, per approfondire l'iter seguito ed eventuali anomalie. Ma l'amministrazione d oggi non ha ricevuto nessuna comunicazione formale in merito alla verifica ministeriale. La versione del Comune di Bologna resta la stessa: il Gabinetto del Comune ha mandato preventivamente due messaggi a Questura e Prefettura, per informarle preventivamente della manifestazione per Fakir.
Fonti del Comune di Bologna precisano però che l'articolo 18 del Tulps non prescrive una forma scritta per l'avviso dei promotori. La norma dice "darne avviso", senza specificare modalità. I passaggi sono stati ricostruiti con chiarezza da Palazzo D'Accursio: alle 20.16 di domenica il Comune ha diffuso il comunicato stampa con cui veniva convocato il presidio, quindi il Gabinetto del sindaco ha inviato due messaggi ai referenti della Prefettura e della Questura, condividendo il comunicato e informando preventivamente, come previsto appunto dal Testo unico degli enti locali, della convocazione dell'iniziativa. E ancora, lunedì mattina, ci sono stati altri contatti telefonici di approfondimento con Prefettura e Questura.