Autopsia di Fakir, l’avvocato Anselmo: “Risultati chiari, asfissia posturale traumatica, nuovo caso Aldrovandi”

Come è morto Abderrhaim Fakir?, è questa la domanda a cui deve rispondere l'autopsia effettuata oggi sul corpo del 42enne deceduto domenica scorsa a Bologna durante un fermo di polizia mentre era in stato di agitazione in via Svevo. "È stato un esame molto complesso" come ha confermato, dopo le 6 ore necessarie, il medico legale consulente dei quattro Volontari della Croce Rossa che erano intervenuti dopo gli agenti per rianimare l'uomo, ma l'autopsia comunque ha già dato alcuni dati precisi, come hanno spiegato gli avvocati dei poliziotti e della famiglia dell'uomo deceduto. Sangue nei polmoni e segni di compressione del torace, dunque, sono i due punti fermi dell'esame medico legale la cui natura però vede contrapposti difesa dei poliziotti e avvocati della famiglia di Fakir.
L'avvocato della famiglia di Fakir: "Un nuovo caso Magherini e Aldrovandi"
"I risultati dell'autopsia parlano chiaro, asfissia posturale traumatica violenta con segni di infiltrazione emorragica sul dorso e polmoni pieni di sangue" ha rivelato l'avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia di Fakir, aggiungendo: "Credo sia sufficiente e ci dobbiamo chiedere se tutto questo è lecito, è legittimo è adeguato e io penso proprio di no. Come avevo previsto siamo di fronte a un nuovo caso Magherini e a nuovo caso Aldrovandi". Il riferimento è all'ex calciatore morto in strada a Firenze nel 2014 per arresto cardiocircolatorio mentre veniva immobilizzato a terra dai carabinieri e a Federico Aldrovandi, il giovane diciottenne ucciso a Ferrara nel 2005 durante un controllo di polizia per asfissia posturale, causata dalla forte pressione esercitata sul suo corpo dai poliziotti mentre era immobilizzato a terra.
L'avvocato dei poliziotti: "Mancano fratture , nessuna azione eccessiva"
Diametralmente opposta infatti è la visione di questi due elementi data da Gabriele Bordoni, legale dei due poliziotti iscritti nel registro 45 bis. "Per quanto mi è stato riferito dal mio fiduciario medico legale, l'accurata analisi condotta in sede autoptica, non ha fatto emergere alcunché riferibile ad una azione eccessiva, violenta, da parte dei due agenti. L'esubero da parte dei poliziotti non si registra. Non c'è nessun tipo di segnale di violenza o di infrazioni ossee" ha spiegato l'avvocato. Per il legale si tratterebbe di schiacciamento per le manovre rianimatorie visto che non sarebbero state riscontrate fratture ossee.
"Mancano in particolare riscontri su fratture che potrebbero essere evocative di uno schiacciamento del torace mentre ci sono altri elementi che bisognerà approfondire" ha aggiunto Bordoni. Il riferimento ovviamente è al sangue nei polmoni che era stato già riscontrato durante la precedente Tac. "Bisognerà giungere una determinazione chiara di quell'infarcimento emorragico polmonare che però può avere una serie di origini diverse tutte compatibili con i dati che sono emersi dall'attività autoptica" sostiene il legale confermando che "non è un sanguinamento post-mortem, ma un sanguinamento vitale". Per quanto riguarda lo schiacciamento dei polmoni, "è con molta probabilità riportabile alle attività svolte dai sanitari per cercare di animarlo" sostiene l'avvocato.
Il medico legale dei soccorritori: "Un esame molto complesso"
"È stato un esame molto complesso, bisogna attendere gli esiti degli approfondimenti eseguiti. Non possiamo dire nient'altro: è una questione di rispetto per quello che è accaduto e segreto professionale" si è limitato a dichiarare invece il medico legale Benedetto Vergari, consulente dei quattro volontari della Croce Rossa, aggiungendo: "È stato un esame molto particolareggiato e approfondito, ma è un caso molto complesso e bisogna attendere".