Morte Fakir, carabiniere commenta sui social: “Meno uno, bum, bum”. Consigliere comunale: “Lo denuncio”

"Io ho fatto un post su Facebook sulla vicenda di Fakir e dopo un po' di ore mi sono accorto di alcuni commenti seriali fatti tutti dalla stessa persona. Commenti di stampo fascista e razzista. Ho cliccato per andare a vedere il profilo di quest'uomo e ho scoperto che Walter Lombardi è un brigadiere dei Carabinieri e che il suo profilo, ora oscurato, era pieno di questi contenuti". A parlare a Fanpage.it è il consigliere comunale di Bologna Detjon Begaj, dopo che sotto un suo post sui social relativo alla vicenda dell’uomo morto domenica scorsa durante un fermo della polizia, ha deciso di denunciare pubblicamente un utente, appunto il brigadiere dei Carabinieri Walter Lombardi. Carabiniere responsabile, come si vede su Facebook, di una serie di commenti a sfondo razzista e violento.
Walter Lombardi è un brigadiere dei Carabinieri in servizio a Bologna: lo scorso Natale ospitò sulla sua macchina di servizio il cardinale Matteo Zuppi, vescovo di Bologna e presidente della Cei, per consentirgli di dare gli auguri di Natale a tutti i colleghi via radio.

Il tono dei commenti sotto al post del consigliere comunale è agghiacciante, sono ben 16 tutti in pochi minuti: "Polizia 1- Risorsa" con la bandiera italiana e un cuore nero come emoticon; "un tossico spacciatore in meno, BUM, BUM, BUM, viva il Duce"; "uno in meno che non serve a nulla per questa società". E ancora in risposta a una utente che aveva commentato criticandolo, risponde: "Sono accompagnato ma se mi incontri per strada attenta, non si sa mai". E poi, ancora, i commenti compulsivi ripetuti "-1 BUM BUM BUM".
Dal profilo si evince che il carabiniere ha lavorato all'estero, all'ambasciata italiana ad Islamabad, oltre ad avere il grado di brigadiere. "Sono messaggi pubblici preoccupanti che sono incompatibili con la sicurezza che le persone devono avere quando sono in strada – spiega Begaj – pensare di essere fermato da un persona che esprime questa violenza e questo razzismo non fa stare sereni".
Ma il carabiniere non ha usato le espressioni violente e razziste solo su Facebook. Il suo profilo su Tik Tok è pieno di riferimenti lugubri. C'è la foto di una lampada con l'effige di Benito Mussolini, c'è anche una scatola di Lego, con tanti pezzi dei mattoncini grigi con sopra la scritta "Gaza", un possibile e inquietante riferimento alla distruzione della Palestina.

Il consigliere: "Sto andando a denunciarlo, intervenga l'Arma e il governo"
Detjon Begaj, che ha origini albanesi, ha deciso di denunciare Lombardi per questi contenuti pubblicati sui social e lo ha fatto proprio ai Carabinieri. "Spero che si faccia luce su questo comportamento sicuramente non consono alla disciplina dell'Arma dei carabinieri – sottolinea – chiedo l'intervento diretto dei vertici dell'Arma e del governo". La morte di Abderrahim Fakir è solo l'ultimo di una serie di episodi che hanno riguardato le forze dell'ordine in servizio a Bologna. C'è stato il fermo del rapper Bubu, anche questo ripreso con gli smartphone. Il ragazzo viene fermato dalla polizia, e tra gli agenti intervenuti a suo dire ci sarebbe anche uno coinvolto nel fermo che ha portato poi alla morte di Fakir. "Mi hanno rotto la protesi", è stata poi la sua denuncia. Il 2 ottobre dello scorso anno, durante una manifestazione per la Palestina, una donna di 34 anni ha perso la vista da un occhio a causa di un lacrimogeno sparato ad altezza uomo. "Sono tutti episodi che non possono essere liquidati come sporadici – ci spiega il consigliere comunale – ma è anche vero che Bologna ha gli anticorpi democratici per opporsi. Sono fatti molto gravi ma la società civile e la politica locale hanno saputo denunciare, come nel caso di Fakir, e hanno dimostrato di non avere paura".

A proposito di politica locale, dopo gli scontri in piazza a seguito della morte di Fakir, il Viminale ha annunciato di aver aperto un'istruttoria per verificare il rispetto delle procedure previste da parte del Sindaco del Pd, Matteo Lepore e dalla sua amministrazione. "Il governo vuole spostare l'attenzione dalla morte di Fakir e quindi cercano capri espiatori", sostiene Begaj. "Si vorrebbero trasformare il Sindaco Lepore e i collettivi che erano in piazza in capri espiatori, ma la sola ragione per cui è successo quello che è avvenuto in piazza è che una persona è morta in quel modo nelle mani delle forze dell'ordine. C'è stato un video che ha fatto il giro del mondo e il New York Times ha paragonato la morte di Fakir a quella di George Floyd, da cui nacquero le proteste di Black Lives Matters".

La mobilitazione non si ferma: a settembre assemblea nazionale a Bologna
Nella serata di ieri, 22 luglio, circa 500 persone si sono radunate in Piazza Lucio Dalla per ricordare Abderrahim Fakir e chiedere verità e giustizia. Una folla di amici, quelli arrivati con lui in Italia, ma anche tantissimi amici bolognesi che conoscevano e frequentavano Abderrahim. Una serata densa da cui è venuto fuori un vero e proprio calendario di appuntamenti di mobilitazione per chiedere verità e giustizia e per rendere omaggio alla memoria di Fakir. Sabato 25 Luglio ci sarà una veglia al quartiere Pilastro, in via Deledda, e il giorno successivo un presidio a una settimana dati fatti sempre nello stesso quartiere dove è morto l'uomo. Ma l'appuntamento forse più importante è quello che è stato lanciato per settembre: un'assemblea nazionale per chiedere sia fatta piena luca sul caso di Fakir e su tutti i casi che hanno visto abusi da parte delle forze dell'ordine. Si svolgerà il 12 settembre e si terrà sotto le due Torri, simbolo di Bologna.