Giovanardi: “Le dimissioni consegnate a Berlusconi non sono una cosa seria”
La lettera di dimissioni consegnata nelle mani di Berlusconi? Niente di serio. A dirlo, suscitando non poco stupore negli ambienti parlamentari, ma anche fuori dalle aule di Camera e Senato, è stato Carlo Giovanardi, senatore del Pdl tra i più "esperti" e fedeli al capo. In un'intervista rilasciata al Fatto Quotidiano ha commentato la decisione del suo partito di far consegnare a tutti gli eletti una lettera di dimissioni: "E’ una cosa – ha detto – che è stata gestita malissimo. Anche Martino (il senatore Antonio Martino, ndr) non è d’accordo, perché non serve a nulla, non si sa a cosa voglia arrivare. Poi, adesso sto ascoltando interpretazioni diverse da parte di alcuni colleghi che dicono che comunque è solo un gesto di solidarietà a Berlusconi, nulla di più. Ma con le dimissioni non si scherza, io quindi non mi dimetto".
Giovanardi, dunque, non si dimette. E a chi lo accusa dunque di essere un poltronista risponde piccato: "Dicano pure ciò che vogliono, ho fatto il ministro, il capogruppo, il sottosegretario, il vicepresidente, ho un’esperienza parlamentare che alcuni dei miei colleghi se la sognano, cosa vuole che stia attaccato alla poltrona? Dico solo che questa storia non sta in piedi". Quel che è certo è che l'ex ministro non ha fatto il gesto di nascosto: "Io il mio gesto l’ho motivato. Io non ho firmato e non firmerò le dimissioni perché ritengo non siano la modalità giusta per costringere le forze politiche ad assumersi le responsabilità nei confronti del Paese, soprattutto in vista della campagna elettorale. Poi, se il 4 ottobre il Pd si renderà complice di questa mascalzonata contro Berlusconi, allora sarà evidente che non ci sono più le condizioni per continuare un’alleanza di governo. Che bisogno c’è di dimettersi?".