"Salvini venga in aula o non gli daremo tregua". Anche Nicola Zingaretti, segretario del Partito democratico, chiama il ministro dell'Interno Matteo Salvini a riferire in Aula riguardo le inchieste sui presunti finanziamenti russi al suo partito, la Lega. Dopo il Movimento Cinque Stelle e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, anche i democratici intervengono per chiedere chiarimenti in sede di Parlamento. In un'intervista a Repubblica, Zingaretti chiama in causa i vertici delle istituzioni: "Se il primo ministro si illude di lavarsi le mani indicando nel suo ministro il responsabile del falso, non ha capito che si sta dando la zappa sui piedi. Le responsabilità sono palesemente comuni. Il presidente Fico e la presidente Casellati come possono pensare che il Parlamento non sia informato?".

Secondo il segretario dem, Salvini avrebbe "preso le distanze in maniera goffa da questo Savoini", come se non lo conoscesse, quando in realtà si tratta di uno stretto collaboratore del Viminale, come dimostrano moltissime foto e altri documenti. "La Procura e non la politica dovrà accertare la verità. Ma intanto il leader leghista sta raccontando solo bugie", aggiunge. "Davvero credono si possa discutere di un decreto sicurezza promosso da un ministro che dice bugie?", continua Zingaretti, che riprende la questione anche su Twitter, dove accusa il leader del Carroccio di non affrontare le situazioni: "Anche sulla Russia la strategia di Salvini è sempre la stessa, la fuga. Non gli daremo tregua. Noi vogliamo mettere prima le persone e lo stiamo facendo con un nuovo Piano per l'Italia, da scrivere insieme con la Costituente delle idee".

Anche ieri Zingaretti aveva pubblicato un post sulla questione. Riprendendo la riunione di alcuni esponenti della Lega, fra cui l'ex sottosegretario ai Trasporti Armando Siri, revocato dal suo incarico in seguito ad un'inchiesta per corruzione, Zingaretti ha affermato: "Salvini ha convocato i sindacati con Siri solo per far dimenticare l'affare Russia. Ma noi non ci distraiamo, continuiamo a chiedere verità e chiarezza in Parlamento. Da Salvini e Di Maio spettacolo indecoroso". Intanto, il Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica ha aperto un dossier sul caso: domani verrà ascoltato Luciano Carta, il direttore del servizio italiano di spionaggio all'estero.