Fisco, addebito diretto tasse sul conto corrente: come funzionerà il pagamento con l’Iban abbinato all’F24

Presto potrebbe cambiare il modo in cui paghiamo le tasse in Italia: l'Agenzia delle entrate starebbe mettendo a punto un sistema di addebito diretto sui conti correnti dei contribuenti per riscuotere le imposte. Attraverso l'abbinamento del proprio Iban al modello dell'F24 il pagamento avverrà in automatico entro l'ultimo giorno utile prima della scadenza. La novità emerge dagli indirizzi strategici dell'ente per il triennio 2026-2028. L'obiettivo è ridurre errori di compilazione, ritardi nei pagamenti e dimenticanze che portano i cittadini a versare le tasse dopo la scadenza fissata.
Non solo, l'Agenzia delle entrate sta lavorando anche a una digitalizzazione delle procedure di controllo e degli interventi di contrasto all'evasione fiscale. Tutto questo sarà possibile attraverso l'integrazione di informazioni provenienti da diverse banche dati e grazie all'introduzione di sistemi di machine learning e text mining, cioè di intelligenza artificiale.
Come funzionerà l'addebito diretto delle tasse sul conto corrente: Iban abbinato all'F24
Il nuovo meccanismo rientra negli indirizzi inseriti nel Piano integrato di attività e organizzazione 2026-2028 (Piao) dell'Agenzia delle entrate. Un documento attraverso cui l'ente stabilisce le strategie interne per semplificare la burocrazia. In merito all'addebito diretto per il pagamento delle tasse, l'indicazione era già arrivata dalla riforma fiscale del 2023, in particolare dall'articolo 17 del decreto legislativo 1/2024, che prevede proprio la possibilità di effettuare i versamenti fiscali ricorrenti, rateizzati e predeterminati tramite un'autorizzazione sul conto corrente.
In questo modo sarà possibile pagare le tasse acconsentendo all'addebito diretto sul proprio conto corrente come già permesso per altre imposte come bollo, Imu, Irpef e Tari. Non si tratta comunque di un pagamento a sorpresa, rimarrà necessario comunque approvare il modello F24 fornito dall'Agenzia delle entrate. Dopo l'entrata in vigore della nuova modalità di versamento, i cui tempi non sono ancora certi, sarà sufficiente fornire il proprio Iban e da quel momento il pagamento avverrà in automatico entro l'ultimo giorno utile sul conto corrente indicato, che dovrà essere intestato allo stesso soggetto che deve pagare le tasse in questione. Il conto, inoltre, dovrà avere una giacenza di denaro sufficiente a coprire l'intero addebito: vietato quindi andare in rosso.
I vantaggi della novità sono molteplici: il contribuente non rischia sanzioni dovute a possibili dimenticanze e il Fisco si assicura maggiore certezza negli incassi. L'addebito diretto rimane comunque facoltativo, perciò chi preferisce potrà continuare a versare le proprie imposte come sempre. Bisogna precisa comunque che questa modalità di versamento all'Agenzia delle entrate non è del tutto nuova, ma viene già applicata per altre imposte, come quella di successione. Per questo tributo si forma l'F24 da un'imposta autoliquidata e il pagamento avviene direttamente sul conto corrente della persona interessata.
Contrastare l'evasione con l'Ai: la strategia dell'Agenzia delle entrate
Come abbiamo detto, il documento di indirizzo pubblicato dall'Agenzia delle entrate non prevede solo dei cambiamenti nella riscossione delle tasse, ma anche una maggiore semplificazione delle procedure di controllo e contrasto all'evasione. Nel testo dell'ente si legge che sarà “esteso il set informativo della dichiarazione dei redditi precompilata, rendendo fruibili ulteriori informazioni già disponibili nelle banche dati della fiscalità e acquisendo nuovi dati da soggetti terzi, in modo da semplificare e velocizzare l’adempimento dichiarativo”. Ciò significa che l'Agenzia delle entrate si impegnerà a sviluppare un modello più agevole per la dichiarazione precompilata, che si arricchirà così di nuovi servizi.
Secondo il documento, questo cambiamento passerà attraverso l'intelligenza artificiale, che sarà impiegata anche nei controlli formali contro l'evasione. Nel testo dell'ente viene precisato che "per migliorare l’attività di accertamento degli imponibili e di recupero di gettito, l’Agenzia incrementerà la propria capacità operativa nell’ottica di aumentare il numero dei controlli e migliorare la qualità, attraverso la digitalizzazione dei processi e l’implementazione degli applicativi di supporto al controllo, anche in modo da ridurre le attività a basso valore aggiunto, nonché mediante nuovi strumenti di analisi avanzata dei dati, favoriti dall’applicazione di tecniche di intelligenza artificiale, quali il machine learning, il text mining e il network analysis". Ciò significa che il Fisco intende verificare da correttezza delle informazioni presentate nelle dichiarazioni attraverso i sistemi di intelligenza artificiale per velocizzare e snellire le procedure.
Nelle scorse settimane la stessa Agenzia delle entrate aveva invece smentito la notizia, circolata su alcuni siti web, secondo cui l'ente farebbe uso dell'Ai per fare data scraping attraverso i social network per analizzare lo stile di vita dei contribuenti e valutarne la compatibilità con il reddito dichiarato. Come viene già chiarito nel Piao 2026-2028, i sistemi di Ai che l'ente intende operare serviranno solamente ad analizzare più velocemente e con più precisione i dati forniti dai cittadini e ottenuti dalle banche dati.