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Fini critica Meloni sui migranti: “Blocco navale è solo una battuta”. Fdi: “Non detta lui la linea”

Gianfranco Fini bacchetta il governo Meloni sull’immigrazione, e chiede di superare la legge Bossi-Fini, di cui è stato cofirmatario.
A cura di Annalisa Cangemi
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Gianfranco Fini critica ancora le scelte del governo Meloni, e questa volta tocca all'immigrazione. Per l'ex leader di An "La politica dovrebbe fare un ragionamento più ampio rispetto alla battuta giornaliera del blocco navale tipica di una campagna elettorale. Il blocco navale è solo un elemento e anche controverso: l'operazione Sophia, che serviva per controllare gli sbarchi con le navi europee funzionava a metà. C'erano resistenze degli Stati nazionali perché veniva mantenuto il Trattato di Dublino", ha dichiarato Fini, in un'intervista oggi su Il Fatto Quotidiano.

Secondo Fini è difficile che il governo riesca a bloccare le partenze: "Sono buone intenzioni, ma ci sono Paesi che fanno resistenza. Prendiamo la Tunisia che dice: dateci i soldi e forse li fermiamo. La logica dell'interesse nazionale vale per tutti…Non resta che la redistribuzione a livello europeo".

E ancora: "Fino a quando si continuerà a ragionare secondo la logica degli Stati nazionali non si troverà una soluzione. In Francia dove c'è Le Pen, in Germania dove Afd è in risalita e nei Paesi di Visegrad c'è una destra radicale e sovranista che sta emergendo: così nessuno vuole prendersi parte dei migranti". 

Lo scorso aprile, alla vigilia della Festa della Liberazione, in un'intervista in tv durante il programma di Lucia Annunziata, l'ex presidente della Camera aveva invitato apertamente Giorgia Meloni a fare i conti con il passato politico della destra, e a dichiararsi antifascista: "È il momento giusto per dire che i valori della destra sono quelli di libertà e uguaglianza, sono quelli della Costituzione, e sono antifascisti", aveva detto l'ex leader di Alleanza Nazionale.

"Giorgia Meloni dica, perché so che ne è convinta, che libertà, uguaglianza sono valori democratici, sono della costituzione, sono valori antifascisti: non capisco la ritrosia a pronunciare questo aggettivo. La capisco ma non la giustifico", aveva affermato. Per poi aggiungere: "Spero che Giorgia Meloni colga questa occasione per dire senza ambiguità e reticenze che la destra italiana i conti con il fascismo li ha fatti fino in fondo quando è nata An". 

In occasione del 25 aprile la premier ha poi pubblicato una lunga lettera sul Corriere della Sera, e per Fini quello è stato un passo avanti, nonché un pronunciamento chiaro sulla ricorrenza: "Rileggiamo alcune frasi della lettera al Corriere: “25 aprile momento di ritrovata concordia nazionale, celebrazione della nostra ritrovata libertà… il 25 aprile è stato e rimane l’affermazione dei valori democratici che il fascismo aveva conculcato e che sono scolpiti nella Costituzione. La destra da trent’anni è incompatibile con qualunque nostalgia del fascismo…”. Faccio notare che Meloni ha fatto un inedito, per la destra, quanto esplicito riferimento all’amnistia firmata da Togliatti. È un concetto importante che Alleanza Nazionale nacque proprio tre decenni fa e che le parole "valori conculcati dal fascismo" sono contenute nel documento finale del congresso di Fiuggi", ha ammesso poi Fini.

"La legge Bossi-Fini va cambiata"

"La legge che porta la mia firma e quella di Bossi va cambiata, ha vent'anni e quindi è datata", ha detto sempre al Fatto Quotidiano l'ex presidente della Camera, spiegando che la Bossi-Fini "aveva la stessa impostazione della Turco-Napolitano: il migrante economico ha diritto di permesso solo se ha un contratto di lavoro. Vent'anni dopo è cambiato tutto il panorama internazionale e il fenomeno migratorio si è trasformato. Oggi riguarda centinaia di migliaia di persone ed è dovuto a grandi fattori economico-sociali".

"Quando fu approvata la mia legge – ha detto ancora Fini – solo in pochissimi chiedevano l'asilo. Bisogna agire in un contesto sovranazionale. La mia legge prevedeva quote di ingresso regolari: portò a una sanatoria di centinaia di migliaia di migranti. Questo è il modello da seguire".

Giorgia Meloni, secondo Fini, "sta facendo il massimo e sta ottenendo il massimo in sede europea. Basti vedere al rapporto con Von der Leyen. Salvini? Il governo non è diviso. Ma quello di Salvini è un comizio, un tweet: sono affermazioni eccessive tipiche della campagna elettorale. Però poi non ci pensa a fare la crisi di governo".

La replica di Fdi

"Pur essendo sempre un piacere leggere Gianfranco Fini, lo leggiamo come qualsiasi altro commentatore. Diciamo che Gianfranco Fini non detta la linea di FdI: mi sembra abbastanza evidente", ha commentato il responsabile organizzativo di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli.

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