Sta facendo molto discutere l'approvazione del disegno di legge sull'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti da parte del Governo Letta. Come si legge dalla nota diffusa dal Governo, in sostituzione dell'attuale meccanismo di finanziamento pubblico, si prevedono due strumenti: il 2×1000 su base volontaria e le detrazioni per le donazioni. Da quest'ultimo punto di vista, si precisa che "le erogazioni liberali in denaro, effettuate dalle persone fisiche in favore dei partiti politici, avranno dall’imposta lorda una detrazione pari al 52 per cento per importi compresi fra 50 euro e 5.000 euro annui; al 26 per cento (stessa percentuale di detrazione riservata per erogazioni alle Onlus) per importi tra i 5.001 e i 20.000 euro".

Su questo punto è facile prevedere più di qualche polemica, soprattutto in considerazione del regime di detrazioni che invece è in vigore per le Onlus, che per tanti versi giocano un ruolo altrettanto importante (se non più…) nella società. Infatti, come ricordano le associazioni, "dal 2013, grazie alla legge n. 96 del 6 luglio 2012, sarà possibile detrarre il 24% delle donazioni in denaro effettuate a favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) e dei soggetti che gestiscono iniziative umanitarie*, sia religiose che laiche. Dal gennaio 2014 la detrazione salirà al 26%. […] Mentre le erogazioni liberali in denaro effettuate a favore delle ONLUS possono essere dedotte dal reddito complessivo IRPEF entro il limite massimo del 10% del reddito dichiarato e, comunque, non oltre i 70.000 euro annui".

Insomma, finanziare una Onlus "costa" in termini di mancate detrazioni più del doppio del finanziare un partito…