Figli sottratti ai padri in Giappone: il caso di Michele Dall’Arno approda sul tavolo del Ministro Tajani

Il dramma dei padri italiani ai quali sono stati sottratti i figli in Giappone approda ufficialmente nelle aule parlamentari e lo fa attraverso un'interrogazione a risposta scritta – presentata dalla senatrice del Movimento Cinque Stelle Alessandra Maiorino – che punta a fare luce su quello che viene definito un vero e proprio "buco nero" del diritto internazionale, un vulnus più volte denunciato da Fanpage.it nelle ultime settimane.
L'atto – depositato nei giorni scorsi – chiama in causa direttamente Antonio Tajani, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e gli chiede fare chiarezza sulla vicenda di Michele Dall’Arno, docente universitario residente a Toyohashi, in Giappone, la cui vita è stata stravolta il 31 ottobre 2025: quel giorno, al suo rientro da un breve viaggio di lavoro, l'uomo trovò la propria casa svuotata: i suoi tre figli di 7, 5 e 3 anni erano scomparsi nel nulla, portati via dalla madre senza alcun preavviso e senza alcune spiegazione. In quasi quattro mesi la donna non solo ha rifiutato ogni contatto con Michele, impedendogli anche di sentire i suoi tre figli al telefono, ma si è costantemente sottratta anche alle richieste di visita del Consolato Generale d’Italia a Osaka.
La vicenda non è purtroppo un caso isolato, ma rappresenta la punta dell'iceberg di una criticità sistemica radicata nel tessuto giuridico nipponico. L'interrogazione parlamentare evidenzia come, sebbene la sottrazione di minori sia formalmente vietata dalla legge giapponese, essa di fatto "non è effettivamente sanzionata penalmente", rendendo possibile l'allontanamento dei figli senza che il genitore che compie l'atto debba affrontarne le conseguenze. La situazione è aggravata dal fatto che la legislazione del Paese asiatico non riconosce l’affido congiunto. Inoltre si stima che circa "due divorzi su tre in Giappone iniziano con una sottrazione", con la conseguenza drammatica che centinaia di migliaia di minori ogni anno perdono ogni tipo di contatto con uno dei due genitori.

Come appreso direttamente anche da Fanpage.it, sono decine i padri italiani – e almeno anche una madre – che negli ultimi anni stanno combattendo per poter semplicemente incontrare i loro figli. La dimensione del problema va però ben oltre i nostri confini, tanto che nel 2020 fu oggetto anche di una risoluzione del Parlamento Europeo che già esprimeva profonda preoccupazione per l'aumento dei casi di sottrazione in Giappone. Nell'interrogazione viene denunciato il fatto che Tokyo, pur avendo aderito alla Convenzione dell’Aia del 1980, "non applica efficacemente i principi di tale trattato nei casi di sottrazione ‘interna'", negando di fatto gli strumenti di tutela adeguati e il riconoscimento delle decisioni prese dai tribunali stranieri in merito alla restituzione dei minori.
Davanti a questo scenario, la senatrice Alessandra Maiorino chiede al Ministri degli Esteri una presa di posizione netta e "passi concreti" che vadano oltre il pur presente impegno dell'Ambasciata italiana a Tokyo e della Farnesina. La parlamentare chiede in particolare "qual è la posizione ufficiale del Governo italiano in merito alle criticità sistemiche evidenziate dal Parlamento Europeo riguardo al quadro giuridico giapponese in materia di affido e sottrazione di minori, in particolare laddove decisioni nazionali o internazionali non sarebbero rispettate o non applicate efficacemente sul terreno giuridico locale". Maiorino chiede al Governo quali iniziative diplomatiche siano in corso per promuovere il rispetto degli obblighi internazionali e per garantire la "tutela dell'interesse superiore del minore".
L'atto sollecita inoltre l'esecutivo a valutare un potenziamento del "sostegno consolare, legale e psicologico ai genitori italiani" che si trovano prigionieri di questi conflitti familiari oltre confine, assicurando loro strumenti pratici di assistenza nei casi in cui le decisioni giudiziarie internazionali restino lettera morta. L'obiettivo finale resta quello di assicurare che il mantenimento dei legami familiari sia garantito come diritto fondamentale, evitando che altri cittadini italiani debba vivere l'incubo di vedere i propri figli svanire nel nulla dall'oggi al domani. Come accaduto a Michele Dall'Arno.