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Elezioni europee 2024

Europee, Cateno De Luca (Libertà): “Sui media non ci vogliono perché facciamo paura. I partiti sono lobbizzati, noi no”

La denuncia di Cateno De Luca per la poca esposizione mediatica: “Siamo ormai in una nuova dittatura 4.0, chi non fa parte del sistema viene penalizzato”. Il leader di Libertà – Sud Chiama Nord però non ha paura del voto: “Abbiamo una base solida, il 4% sono un milione di voti e noi partiamo da 500mila solo in Sicilia”
A cura di Pietro Forti
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Da domani si vota per le elezioni europee (seggi aperti sabato 8 giugno dalle 15 alle 23 e domenica 9 giugno dalle 7 alle 23) e la campagna elettorale si ferma stasera. Tra le liste si battono per superare la soglia di sbarramento c'è Libertà – Sud Chiama Nord, il soggetto politico del sindaco di Taormina Cateno De Luca, che però lamenta un'esposizione mediatica ridotta ai minimi termini. Non sono bastati i modi del leader o l'appariscente simbolo con più di venti loghi al suo interno: secondo De Luca, il sistema mediatico l'ha escluso falsando il voto. Sui media, altre liste non favorite per il 4% hanno trovato molto più spazio: "È ovvio che il sistema si sceglie anche il proprio oppositore".

Sindaco, come mai la sua esposizione mediatica è stata così ridotta?

L’ho detto, siamo ormai in una nuova dittatura 4.0. Ne pagano le conseguenze coloro che non sono allineati al sistema.

Però altri leader di liste "antisistema", come Michele Santoro, in tv ci sono andati eccome.

Guardi, Santoro era nel sistema e ne fa ancora parte. L’abbiamo visto anche con lo sconto che gli è stato fatto per la raccolta delle firme, non dimentichiamocelo: è stato fatto un provvedimento per dimezzare il numero delle prime necessarie per presentare le liste. In Sicilia è stato aiutato da Totò Cuffaro. È ovvio che il sistema si sceglie anche il proprio oppositore. Io invece sono la scheggia impazzita, che ha dato schiaffi e calci in culo ovunque. A Taormina ho fatto il sindaco battendo tutti, c'è una grande differenza tra me e Santoro. Noi proveniamo dal mondo dell'amministrazione e, dove siamo stati, abbiamo dato lezioni di buon governo. Santoro, con tutto il rispetto, al di là di quattro parole ancora non sappiamo chi è, dal punto di vista politico.

Di Roberto Vannacci non sappiamo abbastanza dal punto di vista politico?

Vannacci è una deriva del buon Salvini, che ha subappaltato la Lega al generale e ad alcuni candidati dell’Udc. Io ho fatto di tutto per agevolare il percorso di Vannacci affinché diventasse la mela avvelenata per la Lega.

Ci sono dei temi su cui le vostre posizioni sono sovrapponibili a quelle del governo, come la difesa degli agricoltori e dei balneari. Gli esponenti della maggioranza ne parlano spesso sui media. Pensa che il centrodestra tradirà le promesse, se arrivasse al governo in Europa?

Già le ha tradite. Tutto ciò che stiamo subendo è conseguenza del lavoro di un esecutivo europeo, quindi da una Commissione e da un Parlamento, che non ha fatto esattamente le barricate… Sia per quanto riguarda la politica agricola comunitaria, la Pac, sia per quanto riguarda i balneari vittime della direttiva Bolkestein. Il tema è che i partiti nazionali sono incardinati nelle grandi famiglie europee. Questo significa risorse e mezzi, significa avere a che fare con le grandi lobby. Sono tutti "lobbizzati", inauguriamo questo nuovo termine.

E lei? Si farebbe "lobbizzare" entrando in un partito europeo?

Io non sono diventato il Presidente della Regione Sicilia, due anni fa, perché ho rifiutato di fare il candidato del centrodestra, nonostante Silvio Berlusconi mi avesse convocato ad Arcore. Io non ci sono voluto andare. Allora il tramite era stato Miccichè, il quale mi aveva detto: "Vieni a parlare con Berlusconi, ha in mano dei sondaggi secondo cui il centrodestra in Sicilia, con te candidato, prende tra il 65 e il 70%". Io mi sono rifiutato anche di incontrarlo. Ecco chi è Cateno De Luca. Se le famiglie europee sono queste vuol dire che sarò "non iscritto", come si dice in gergo tecnico. Penso, invece, che alla luce dei segnali che arrivano da altri Stati membri nascerà qualche nuova famiglia europea, che per me non deve essere compromessa con questo sistema affaristico, dominato dalle lobby.

Ma anche l’appartenenza a una famiglia europea influisce sulla presenza mediatica, secondo lei? Stefano Bandecchi guida un partito iscritto al Ppe, Alternativa Popolare ed è spesso in tv.

Non c’è dubbio che influisca, ma il tema è un altro: tutti sanno chi è Cateno De Luca e che Cateno De Luca non ha mai voluto mangiare la mela del peccato. E conoscono anche l'inconsistenza degli altri: con tutto il rispetto di Santoro o di Bandecchi, siamo di categorie diverse. Io sono al quinto comune che amministro, ho sfidato la casta, sono arrivato secondo con 510mila voti in Sicilia. Il nostro progetto, rispetto agli altri, non è improvvisato per le elezioni, ha delle basi solide. Il 4% sono un milione di voti, noi partiamo con un potenziale di 510mila solo in una Regione: è ovvio che facciamo paura.

Pensa che magari mandando avanti qualcuno dei vostri altri candidati, come Capitano Ultimo, sarebbe andata meglio in termine di esposizione mediatica?

No. Noi abbiamo messo “in vetrina” i nostri gioielli e i nostri messaggi. Il messaggio di Capitano Ultimo è molto semplice: noi siamo sempre e comunque per la legalità, camminiamo a braccetto con chi ha arrestato il capo della mafia trentun anni fa. In Sicilia ancora abbiamo condannati di mafia che continuano a fare campagne elettorali e sono infiltrati ed inquinano il voto. E sostengono liste di questa maggioranza. Abbiamo voluto e preteso, soprattutto in Sicilia, un chiaro distacco da questi mondi. Quando parlo di gestione politico-mafiosa faccio riferimento a questi fenomeni: è anche per questo che non abbiamo avuto lo spazio che meritavamo.

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