Nasce il servizio per il contrasto e la diffusione delle fake news attraverso il web in vista della campagna elettorale e del voto del 4 marzo. “Un servizio già esistente”, ricorda il ministro dell’Interno Marco Minniti, che può svolgere un ruolo di “servizio pubblico”. Proprio per questo il compito di sorvegliare spetterà alla polizia, in quanto “elemento di garanzia e non di preoccupazione”.

Il Viminale dà vita a un servizio di segnalazione delle fake news, istituendo una sorta di commissariato online. Le motivazioni che portano a questo nuovo portale vengono spiegate sullo stesso sito: “È tempo di campagna elettorale e assistiamo ad un'impennata nella diffusione di fake news via internet e social network. Non si tratta di un legittimo esercizio di democrazia o di libera espressione del pensiero: ci riferiamo, invece, alla ben nota e poco edificante attività di creazione a tavolino, e successiva diffusione, di notizie prive di fondamento, relative a fatti o personaggi di pubblico interesse, elaborate al solo scopo di condizionare fraudolentemente l'opinione pubblica”.

In realtà quello che nasce oggi non è un sistema del tutto nuovo: si tratta infatti del potenziamento di un sistema già attivo presso il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture. E questo centro raccoglierà le segnalazioni derivanti da fake news sul web, sui social network e su WhatsApp. Fino ad oggi esisteva uno sportello gestito da tecnici ed esperti che garantiscono un servizio attivo in materie giuridiche e sociali.

Il ministro dell’Interno Marco Minniti ha spiegato che le segnalazioni degli utenti vengono “attivate attraverso un pulsante rosso virtuale: la polizia postale potrà intervenire direttamente presso il provider per vedere se una determinata notizia, palesemente infondata, possa essere rimossa, cercherà di dare ancora maggiore diffusione ad eventuali smentite; ed in caso di notizie di rilevanza penale, provvederà a trasferire gli atti all'autorità giudiziaria”.

È importante – ha sottolineato Minniti – che sia la polizia postale a svolgere questo lavoro, rapportandosi direttamente con quella comunità di utenti del commissariato online che conta su 800 mila persone: la credibilità, la capacità di intervento e la terzietà del servizio lo mette al riparo da qualsiasi elemento di parzialità”.

Il capo della polizia Franco Gabrielli ha tenuto a precisare che l’idea non è quella di creare una sorta di Grande Fratello: “Utilizzeremo gli strumenti che abbiamo per offrire ai cittadini un servizio, forti di una credibilità di un'istituzione che ha il compito di proteggere le infrastrutture critiche del Paese. La polizia non andrà mai a dire che un'opinione di un senatore è sacrosanta e l'altra non lo è. C’è poi un altro elemento di garanzia per tutti – ha aggiunto il capo della polizia – nel momento in cui evidenziamo un'eventuale fake tutti avranno la possibilità di farci le pulci. Per noi si tratta dunque di un'ulteriore assunzione di responsabilità in un momento, quello della campagna elettorale, che per il Paese è un momento delicato”.